Festa all’orto

23 luglio 2013

Vi ricordate dell’invito all’orto per domenica 23 giugno?

Ci siamo ritrovati in occasione della Festa estiva delle strutture protette nel cui parco è ospitato il nostro orto.

Abbiamo anche avuto l’occasione di presentarci agli ospiti e di spiegare cosa facciamo nell’orto, chiamati sul palco della festa da Doretta, presidente dell’associazione Amica. Il volantino che vedete qui sotto ha lo scopo di far conoscere gli elementi fondamentali dell’agricoltura sinergica. Abbiamo anche sottolineato che siamo tutti “agricoltori” inesperti ma desiderosi di imparare.

cartello orto COLORI 2

Durante il pomeriggio si sono avvicinate all’orto molte persone, con cui abbiamo scambiato opinioni sull’orto e sull’andamento della stagione.

Una signora ci ha incoraggiato ad imparare le pratiche “antiche” e a lavorare molto all’orto perchè deve essere anche bello. Il sig. Alfonso ci ha dato dei consigli per far crescere meglio alcune piante. Con il sig. Rosario, che si definisce uno studente di permacultura, ci siamo confrontati sulle pratiche orticole. Siamo stati contagiati dall’entusiasmo di Nicolò che presto vuole passare da un orto tradizionale ad uno sinergico.

Come sempre lo scambio di idee, mentre si lavora ovvio!, è proficuo e ci sostiene nel nostro intento.

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Trapianti all’orto

3 maggio 2013

Dopo l’inverno, stagione di riposo, siamo tornati all’orto.

Il terreno si è un po’ compattato, probabilmente a causa delle piogge intense, quindi abbiamo rimpolpato la pacciamatura sui bancali e nei bordi.

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Come si vede dalle foto abbiamo bisogno di tanta paglia: c’è qualcuno che ha della paglia, magari in balle piccole (tipo rettangolari), o può dirci dove poterla recuperare?

In questi giorni, nonostante il brutto tempo, abbiamo trapiantato e seminato insalata, aglio, cipolla, scalogno, fragole, piselli, fave. Smuovendo il terreno abbiamo ritrovato la fauna locale in grandi quantità: lombrichi, formiche, lumache.

Il poco sole ha già fatto crescere le leguminose e le insalate

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Sabato 4 maggio 2013 a partire dalle ore 15.30 ci troviamo all’orto per trapiantare le numerose piantine che il sig. Carlo ci regala ogni anno: pomodori di ogni specie, peperoni, zucchine, melanzane, meloni… cosa ci porterà quest’anno?


Riflessioni conclusive di Bill Mollison

15 gennaio 2013

Per quanto mi riguarda non vedo altra soluzione (politico-economica) ai problemi dell’umanità, se non la formazione di piccole comunità responsabili, impegnate nell’applicazione della permacultura e di tecnologie appropriate. Credo che i giorni del potere centralizzato siano contati e che una nuova ‘tribalizzazione’ della società sia un processo inevitabile, anche se in qualche modo doloroso.
Nonostante la scarsa volontà di agire di alcuni, noi dobbiamo trovare i modi per farlo per la nostra stessa sopravvivenza. Non tutti dobbiamo o abbiamo bisogno di essere contadini e coltivatori. Infatti, ognuno ha la capacità e forze da offrire e può formare partiti ecologisti o gruppi di azione locali per cambiare le politiche dei nostri governi locali e statali, per richiedere l’uso delle terre pubbliche a beneficio della gente senza terra e unirsi a livello internazionale per spostare le risorse dello spreco e della distruzione verso la conservazione e la costruzione.
Credo che dobbiamo cambiare la nostra filosofia prima di poter cambiare il resto: cambiare lo spirito di competizione che ora pervade anche il nostro sistema educativo, in quella della cooperazione in libere associazioni; mettere al posto della nostra insicurezza materiale una umanità sicura, al posto dell’individuo la tribù, al posto del petrolio le calorie e al posto del denaro i prodotti.
Ma il cambiamento più grande che dobbiamo fare è dal consumo alla produzione di cibo, anche se su piccola scala, nei nostri orti. Se anche solo il 10% di noi lo facesse, ce ne sarebbe a sufficienza per tutti. Da qui deriva la futilità dei rivoluzionari che non hanno un orto, che dipendono dal sistema stesso che attaccano e che producono parole e pallottole e non cibo e protezione.
Talvolta sembra che sulla terra tutti noi siamo irretiti, coscientemente o incoscientemente, in una cospirazione che ci mantiene impotenti. E tuttavia, tutte le cose di cui le persone hanno bisogno sono pur sempre prodotte da altre persone: solo insieme possiamo sopravvivere. Noi stessi possiamo porre rimedio alla fame, all’ingiustizia e a tuta la stupidità del mondo. Possiamo farlo comprendendo il modo in cui funzionano i sistemi naturali, attraverso l’attenzione alla forestazione e alla coltivazione in generale e attraverso la contemplazione e la cura della terra.
Le persone che forzano la natura in realtà forzano se stesse. Quando coltiviamo esclusivamente frumento, diventiamo pasta. Se cerchiamo solo quattrini, diventiamo denaro; se restiamo ancorati agli sport di squadra dell’adolescenza, diventiamo palloni gonfiati. Attenzione ai monoculturalisti nella religione, nella salute, nell’agricoltura o nell’industria. La noia li conduce alla pazzia: possono dare inizio a una guerra o impadronirsi del potere proprio perché sono persone incapaci o inermi.
Per diventare persone complete dobbiamo percorrere molti sentieri; per possedere davvero qualcosa è necessario prima di tutto dare. Non si tratta di un controsenso: solo chi condivide le proprie multiple e diverse capacità, la vera propria amicizia, il senso di comunità e la conoscenza della terra, sa di essere al sicuro ovunque vada.
Ci sono molte battaglie e avventure da affrontare: la lotta contro il freddo, la fame, la povertà, l’ignoranza, la sovrappopolazione e l’avidtà; avventure nell’amicizia, nell’umanità, nell’ecologia applicata e nella progettazione avanzata. Tutto ciò potrebbe creare un’esistenza molto migliore di quella attuale, che potrebbe significare anche la sopravvivenza dei nostri figli.
Per noi non c’è altro sentiero che quello della produttività cooperativa e della responsabilità comunitaria. Imboccate quel sentiero e la vostra vita cambierà in un modo che non potete immaginare”.

Bill Mollison

INTEGRAZIONE: il testo sopra riportato è la conclusione (da cui il titolo del post) del libro “Intoduzione alla Permacultura” edito da AAM Terra Nuova Edizioni. Questa breve parte conclusiva è quella più filosofica perchè il resto del libro ha un taglio molto pratico, volto a iniziare subito a progettare il proprio insediamento secondo le tre etiche  (Cura delle Persone, Cura della Terra, Condivisione Equa delle Risorse) e secondo i principi della Permacultura. Qui una scheda più estesa del libro


Cosa è la Permacultura – Incontro a Scandiano

18 novembre 2012

I gruppi di Reggio Emilia e Scandiano ci invitano martedì 20 alla

Serata di introduzione alla Permacultura

La Permacultura è un modo creativo e abile di progettare la nostra vita, in cui i rifiuti diventano risorse, la produttività e le rese aumentano, il lavoro è ridotto al minimo, le persone e la natura sono integrati – tutto ciò attraverso la pianificazione attenta e un approccio rispettoso della vita. Così creiamo un ambiente in cui tutti possano prosperare in sintonia con la Cura della Terra, la Cura delle Persone e il Consumo Equo.

Argomenti della serata:
Cosa è la Permacultura * Etica e Principi * Permacultura Urbana * Orti in Città * Piccoli Animali * Risparmio dell’Acqua * Riuso e Riciclo Creativo * Tetti Verdi

Qui il volantino Cosa è la permacultura.pdf

Relatrice: Elena Parmiggiani, Diplomata presso l’Accademia Italiana di Permacultura

Evento realizzato per “Incontri d’Inverno della Transizione”,
una iniziativa di Scandiano Città in Transizione.


Orto in primavera, novità e certezze

7 maggio 2012

Questa è la seconda primavera per il nostro esperimento di orto sinergico. Rispetto allo scorso anno si vede già che le competenze sono cresciute (erano 0 – zero !), si usano termini appropriati seppur con ancora timida padronanza (semina, trapianto, rincalzo, semenzaio, consociazioni, pacciamatura..) e si notano bancali fatti con maggiore cosiderazione delle consociazioni. Nonostante il poco o forse pochissimo tempo dedicato al lavoro all’orto (non più di qualche ora a settimana) si notano bancali ancora piuttosto spogli ma che già hanno prodotto radicchi, insalata, rapanelli, bietole, varie aromatiche, qualche fragola ecc.

Si intravede qualche ortaggio che spunta dove non è stato seminato/trapiantato: i semi fanno il loro lavoro anche secondo tempistiche che non sempre ci aspettiamo.

Orto a inizio maggio

Ora sta crescendo un po’ di tutto: fagioli, piselli, pomodori, cetrioli, melanzane, peperoni, radicchi, lattuga, bietole, fragole, zucchine, spinaci, cavoli vari.. alcuni ortaggi sembrano in buona forma, altri (in particolre zucchini e cetrioli) sono più dimessi e giallini, vedremo se hanno intenzione di riprendersi nei prossimi giorni previsti di sole pieno che a maggio già scalda e dura parecchio.

Nonostante l’esperienza e le competenze stiano un po’ crescendo ci sono molte cose che dobbiamo ancora affinare… qualche consiglio ci viene suggerito anche dai visitatori della struttura che sono in genere piuttosto curiosi e chiedono spesso cosa stiamo facendo. L’osservazione è importante: occore non lasciare passare troppo tempo e non perdere di vista cosa sta succedendo alle semine e ai trapianti, è da questo che si impara parecchio di quello che va e che non va come ci si aspetterebbe.

Appena saranno pronte le ciliegie, ci troveremo con il gruppo alimetazione per una attività comune all’orto.

    


Cecilia’s picks – 27/04/12

27 aprile 2012
  • Il 6 maggio sarà la Giornata Internazionale della Permacultura. Qui la pagina Facebook italiana. Di questi tempi una giornata internazionale non si nega a nessuna causa, quindi ecco la possibilità per tutti di fare qualcosa non tanto di destra o di sinistra, ma di permaculturale. Nessun progetto è troppo piccolo, basta che sia appunto un progetto!
  • Un nuova moneta a Carpi, il “credimi”.
    Bellissimo progetto del professor Ernesto Giocolano all’istituto Da Vinci di Carpi.

INTEGRAZIONE:

  • A Bologna, il  Green Social Festval dal 2 al 5 maggio. Titolo dell’iniziativa “Impariamo a stare al mondo

 


Domani all’orto si trapianta

5 aprile 2012

Domani venerdì 5  aprile si semina e si trapianta. Zucchine, pomodori, cetrioli, cavoli ecc. La progettazione dei bancali la faremo sul posto cercando di incastrare al meglio le esigenze di consociazione.

Alcune piantine sono state prodotte da noi in piccoli semenzai casalinghi, ma quelle migliori ce le passa Carlo, suocero di Cesare che ringraziamo.

Sarà una ottima occasione per vedere come crescono gli ortaggi seminati a partire dalla fine di febbraio.

Per chi vuole venire a vedere e a chiacchierare appuntamento dalle ore 18 alle 19.30 circa, in via Falloppia, 13.