La crisi a Carpi: emergenze sociali e risposte dell’economia locale

14 dicembre 2013

Per il terzo e ultimo appuntamento di questa prima fase, Proposta per Carpi organizza una serata per parlare della crisi vista a livello locale, partendo dal contributo di Stefano Facchini di Porta Aperta, per avere un’idea di quali siano gli effetti sul nostro territorio e per avviare insieme la ricerca di possibili risposte che nascano da una visione del mercato meno utilitaristica e più solidale e sostenibile.

Lunedì 16 dicembre, ore 21, presso il Centro sociale anziani di Cibeno, via d’Orta 2 Carpi.


Il programma di Natura Bio 2013

14 settembre 2013

Cliccando sull’immagine potete scaricare il pieghevole.

Qui il programma in formato testo.

naturabio2013


Presadiretta -Terra e Cibo

10 ottobre 2011

Qui c’è il link alla puntata di ieri sera di Presadiretta, il programma di Rai 3 condotto da Riccardo Iacona. Il tema era “Terra e Cibo” ossia la crisi drammatica dell’agricoltura nel nostro paese che sembra non interessare a nessuno. Come spesso accade per questo tipo di inchieste la prima reazione a caldo è quella di grande rabbia e di chiedersi “Ma cosa si può fare per cambiare le cose?”

Buona visione.


7,8 milioni di euro l’anno per rilanciare l’edilizia a Carpi

15 marzo 2011

E’ quasi un mese che ho scritto questo post. Prima abbiamo aspettato a pubblicarlo per non sovrapporci alla conferenza sull’alimentazione. Poi abbiamo pensato di aspettare la serata di ieri. E abbiamo fatto bene.

Veniamo al titolo. Fa impressione, è quello che deve fare un titolo, ma con i dati visti ieri sera avrei potuto anche intitolare:

“1500 km di bosco a Carpi”

oppure

“1000 parchi Lama a Carpi”

oppure

“500.000 auto in meno a Carpi

oppure

“8 centrali nucleari in provincia di Modena”

Fanno tutti impressione. Però il tema della crisi e della mancanza di denaro forse adesso ha la precedenza e il titolo che ho scelto è quello che oggi dice la cosa che oggi può convincere più persone.

Non sono diventato pazzo, non sparo titoli a caso. Vediamoli uno per uno.

Parliamo di soldi per l’edilizia.

L’attuale e perdurante situazione di crisi economica sta producendo pesanti effetti sul settore dell’edilizia, con la perdita di numerosi posti di lavoro.  Qualcuno, a nostro avviso confondendo cause ed effetti della malattia, ipotizza che occorra ricominciare a costruire come una volta e addirittura rilanciare a livello locale e nazionale le piccole e grandi opere… non si sa bene con quali soldi e quali obiettivi.

Secondo noi il problema va affrontato in un’ottica completamente diversa. Secondo noi sul territorio carpigiano ci sono già almeno 7,8 milioni di euro disponibili a rilanciare l’occupazione (non la speculazione) nel settore dell’edilizia e dare lavoro a centinaia di muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, cartongessisti, pittori, tagliatori di balconi, etc etc. Il denaro c’è, va solo reindirizzato!

Calcolando il numero di famiglie a Carpi (io avevo trovato 24.513, ieri sera parlavano di 30.000 abitazioni, facciamo 25.000) e quanto spende in media una famiglia per scaldare (ieri sera si parlava di 1.200€ all’anno per la famiglia media modenese, a me sembrano tanti, facciamo 1.000) e raffrescare (questo l’ho calcolato io ipotizzando 5kWh al giorno per 60 giorni = 300kWh x 0,4€ = 120) la propria casa, risulta una spesa di 1.120€ a famiglia per un totale di 26.120.000€.

Ipotizzando di non poter annullare la spesa energetica (obiettivo raggiungibile, forse, solo sul nuovo), ma accontentandosi di ridurla del 30% (ieri sera ci è stato detto che è possibile senza grossi stravolgimenti), questo vorrebbe dire comunque che a Carpi potrebbero essere disponibili da subito più di 7.8 milioni di euro (il 30% di 26.12) all’anno da spendere in riqualificazione energetica degli edifici. Soldi che i carpigiani spendono già in metano che non viene prodotto a Carpi, soldi che vanno via da Carpi, soldi che vanno letteralmente in fumo e che potrebbero restare invece nelle tasche di imprese e lavoratori carpigiani!

E questo ipotizzando (ma noi pensiamo che non sarà così, ad esempio: il 38% del nostro petrolio viene dalla Libia) che la disponibilità di combustibili fossili ai prezzi attuali duri ancora per qualche anno.

Parliamo di un grande bosco a Carpi.

Sempre ieri sera ci è stato detto che con questi interventi si arriverebbe a risparmiare l’emissione in atmosfera di 1,5 milioni di tonnellate di CO2. Non ricordo se il dato fosse riferito a Carpi o all’intera provincia, ma la cosa impressionante è che sarebbe l’equivalente di CO2 assorbita da un bosco di 1.500 kmq che, per intenderci, corrisponderebbe a circa 1.000 volte la superficie sognata per il Parco Lama.

Parliamo di blocco del traffico.

1,5 milioni di tonnellate di CO2 corrispondono a quelle emesse in un anno da 500.000 auto che percorrono 30.000km (calcolando un’emissione di 100 g/km)

Parliamo di necessita di tornare al nucleare.

Se tutti facessimo questi interventi nelle nostre abitazioni sarebbe come avere a disposizione l’energia prodotta da 8 centrali nucleari.

Ah, vabbè… non abbiamo ancora parlato dei vantaggi per l’aria e l’ambiente e quindi per la salute. Ma si sa, di aria non si campa!

 

Vedi anche qui:

[…] L’efficienza energetica è la chiave più importante per un futuro a basse emissioni. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia essa potrebbe arrivare ad abbattere le emissioni nocive del 56%. E le case passive – in grado di assicurare il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento “convenzionale” – sono identificate tra i maggiori mezzi in grado di diminuire i preoccupanti cambiamenti climatici. I rapporti Ecofys comunicano che, standardizzando ai parametri di efficienza energetica gli edifici esistenti, si possono salvare nella sola Europa ben 460 milioni di tonnellate di CO2, pari a 270 miliardi di euro in costi energetici annuali.


Conferenza di Banca Popolare Etica il 26/10 alle 21 a Carpi

22 ottobre 2010

Banca Popolare Etica – Circoscrizione soci Modena

promuove

Serate di incontro e dibattito

DALLE “INDEX” AI DERIVATI: GLI STRUMENTI PIÙ EVOLUTI
MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2010 – ORE 21 – Sala Duomo, Piazza Martiri, Carpi

“Gli scandali degli anni passati e la crisi in atto rendono più complicato il rapporto tra banche e risparmiatori ma crediamo possibile riflettere su pregi e difetti con serenità; siamo inoltre convinti che sia necessaria anche qualche conoscenza in più; invitiamo pertanto la cittadinanza a 3 incontri che, senza cercare risposte semplicistiche, forniranno qualche elemento di consapevolezza in più.”


Conferenza di Banca Popolare Etica il 19/10 alle 21 – San Marino (Carpi)

15 ottobre 2010

La Circoscrizione dei Soci di Banca Popolare Etica,
con il Patrocinio della Città di Carpi,
vi invita al secondo incontro del ciclo

Serate di incontro e dibattito

DAL CONTO CORRENTE
AL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO:
GLI STRUMENTI PIÙ SEMPLICI

MARTEDÌ19 OTTOBRE 2010 – ORE 21

Polisportiva San Marinese, Via Traversa San Lorenzo

Parleremo di:

  • IL COSTO DEI SERVIZI BANCARI
  • LE POLITICHE COMMERCIALI
  • COSA OCCORRE SAPERE CIRCA UN PRESTITO OBBLIGAZIONARIO

Con la partecipazione di:

Nazzareno Gabrielli – Fil. Bologna, Banca Pop. Etica

Ugo Caselli – Area Finanza, B.C.C. Banca Centro Emilia

Fabrizio Reggiani – Vice Direttore Retail, Banca Popolare Em. Romagna

Incontro successivo:

DALLE “INDEX” AI DERIVATI: GLI STRUMENTI PIÙ EVOLUTI
MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2010 – ORE 21 – Sala Duomo, Piazza Martiri


LA DISPONIBILITÀ DI PETROLIO A BASSO COSTO È IN DECLINO

10 maggio 2010

Sento la necessità di girare a tutti questa lettera aperta, inviata da ASPO Italia agli amministratori delle Regioni e delle Province.

Mi piacerebbe che anche gli abitanti e gli amministratori di Carpi la tenessero in debita considerazione. FR

ASPO ITALIA

ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO
www.aspoitalia.it

Alla Cortese Attenzione
– PRESIDENTI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
– PRESIDENTI DELLE PROVINCE
– RAPPRESENTANTI DI REGIONI, PROVINCE ED ENTI LOCALI
– PRESSO LA CONFERENZA STATO – REGIONI – ENTI LOCALI

8 Maggio 2010

Oggetto: Nota informativa – Petrolio, economia e società

Egregio Sig. Presidente,
Ci permettiamo di sottoporre alla Sua considerazione la presente comunicazione, con l’obiettivo di contribuire al quadro conoscitivo nel settore energetico, che costituisce materia concorrente tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

LA DISPONIBILITÀ DI PETROLIO A BASSO COSTO È IN DECLINO

Sussistono ragioni molto fondate per ritenere che la crisi finanziaria, partita nel 2007 in modo graduale ed evoluta nel 2008 in un vero e proprio ridimensionamento dell’economia globale, tragga in gran parte la propria origine nell’incapacità di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti, e a costi sufficientemente bassi, tali da sostenere la crescita imposta dall’economia aperta di mercato ormai affermata in tutto il mondo.

La medesima crisi e la conseguente diminuzione dei consumi ha senza dubbio avuto l’effetto, molto temporaneo, di rallentare l’incipiente deficit di petrolio, ovviamente al costo di un relativo impoverimento di molti Paesi e degli strati più svantaggiati delle relative (e sempre crescenti) popolazioni; l’attuale stabilizzazione dei prezzi del barile di petrolio oltre gli 80 dollari testimonia tuttavia che i fondamentali scatenanti non si sono modificati.

La relativa e modesta ripresa in corso non potrà che accentuare e avvicinare il momento in cui l’offerta di petrolio non potrà più fare fronte alla domanda minima sufficiente a sostenere la crescita necessaria a uno sviluppo armonico e al benessere diffuso.
La stessa Agenzia Internazionale per l’Energia e il Governo USA (cfr. Approfondimenti in fondo al testo) hanno diffuso per la prima volta un avvertimento che, se ben interpretato e seguito da azioni adeguate, potrà aiutare almeno ad attenuare gli effetti del prossimo “crash” petrolifero.

La nostra Associazione si permette di suggerire una particolare attenzione non soltanto al suddetto previsto evento, ma anche alla sua collocazione nel tempo, che è estremamente ravvicinata (entro 2-3 anni) e che di fatto rende difficilmente proponibili e praticabili programmi di riconversione a breve termine del sistema energetico e tecnologico.

Emerge qualche positivo elemento di speranza, almeno per il nostro Paese, rappresentato, a titolo d’esempio, dal vero e proprio “boom” del fotovoltaico, passato in pochi anni da una nicchia trascurabile a oltre 1.200 MW di potenza installata, e dell’eolico, la cui potenza installata presto raggiungerà i 5.000 MW, complessivamente contribuendo per quasi il 5% al fabbisogno nazionale di energia elettrica.

La via d’uscita è tuttavia stretta e lunga, e deve essere percorsa in fretta!
Essa necessita un forte sostegno da parte di tutti i livelli di governo e amministrativi riguardo allaproduzione di energia da fonti rinnovabili, al risparmio e all’efficienza energetica e al trasporto sostenibile.

QUALCHE DATO SUL PICCO DEL PETROLIO
Il grafico sottostante è stato prodotto dal Dipartimento dell’Energia (DOE) del Governo degli Stati Uniti d’America a partire dai dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), agenzia intergovernativa dei Paesi OCSE, dedicata allo studio e alle previsioni sul futuro energetico mondiale.

La stessa figura prospetta un futuro energetico molto preoccupante, caratterizzato a breve dal picco della produzione di combustibili liquidi.

Si tratta di un evento storico già in corso, il cui momento critico è collocabile, secondo i dati AIE, tra circa 18 mesi, intorno al valore di 87 milioni di barili al giorno.

La produzione di petrolio convenzionale, che è in pratica tutto il petrolio con cui è stato alimentato il metabolismo sociale ed economico mondiale almeno negli ultimi 50 anni, ha superato un picco di capacità nel 2008, ed è prevista declinare con un tasso annuo del 4%.

L’apporto di petrolio non convenzionale, essenzialmente sabbie bituminose e altri progetti simili, non coprirà che in minima parte il deficit che si sta aprendo tra domanda e offerta.

Tale deficit è rappresentato, nella figura, dall’area bianca classificata come l’insieme dei progetti produttivi ancora da identificare, che si trova tra la porzione colorata della figura data dalla somma della produzione delle varie categorie di liquidi combustibili e la curva in colore blu scuro, che rappresenta le previsioni dell’AIE sulla domanda da oggi al 2030.

In altre parole, la parte colorata della figura rappresenta la realtà, la parte bianca l’immaginazione.
Questa quantità di petrolio “immaginario” ammonterebbe, nel 2030, alla cifra stratosferica di 60 milioni di barili al giorno, pari alla produzione attuale di sei produttori come l’Arabia Saudita.

I problemi, tuttavia, inizieranno molto prima, allorché la domanda inizierà a superare definitivamente l’offerta.
Purtroppo le scoperte di nuovi giacimenti, lungi dal ripetere i fasti dei tempi in cui furono individuati i grandi campi petroliferi che ci hanno generosamente servito per diversi decenni, dopo un picco a metà degli anni sessanta del secolo scorso, sono andate irregolarmente ma inesorabilmente calando e si attestano oggi intorno ad 1/5 dei consumi. Tali scoperte sono inoltre principalmente costituite da progetti petroliferi estremamente complessi dal punto di vista geologico e ingegneristico (per esempio in alto mare, in zone perennemente coperte da ghiacci, a profondità chilometriche, greggio di qualità scadente, contenente sostanze pericolose o da eliminare, complicate lavorazioni di enormi quantità di sabbie o di rocce).

Tale complessità si riflette, ovviamente e prima di tutto, in costi economici più alti e ritorni energetici minori (minore estrazione di petrolio per unità di energia spesa per estrarlo), aspetto, quest’ultimo, che, indipendentemente dalle quantità di petrolio ancora esistenti, definisce il “vantaggio” tramite il quale la struttura socio-economico-produttiva può continuare a svilupparsi.
Negli Anni Trenta del secolo scorso si utilizzava l’energia corrispondente a un barile di petrolio per estrarne cento, oggi con un barile se ne estraggono da dieci a quindici, e ciò pur tenendo conto degli enormi progressi tecnologici intervenuti nel frattempo!

La stessa crescente complessità della ricerca ed estrazione di petrolio si riflette anche, come purtroppo testimoniano le recenti cronache dal Golfo del Messico, in un aumentato rischio di incidenti dalle conseguenze particolarmente gravi e durature.

Da tempo la nostra Associazione ha divulgato ad ogni livello della società, dalle scuole elementari fino agli organi di governo dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, l’entità, la tempistica e le possibili conseguenze del picco petrolifero, così come ora trovano conferma nel documento del Dipartimento dell’Energia del Governo degli Stati Uniti.

Il metabolismo sociale ed economico del nostro Paese, delle sue Regioni e città è ancora totalmente dipendente dalla fruibilità di combustibili liquidi a buon mercato.
Il panorama prevedibile nella fase di declino di disponibilità di tali combustibili è caratterizzato da costi crescenti degli stessi che si trascineranno dietro costi crescenti dell’energia in generale e delle materie prime (come si è visto nel periodo 2004-2008).

Tutti i settori produttivi, dai trasporti all’agricoltura, così come l’intero assetto economico e sociale soffriranno – in modo al momento imprevedibile – generando una riduzione delle disponibilità di beni, servizi e lavoro così come oggi li concepiamo.

Si rileva che l’attuale fase di sostituzione dei combustibili liquidi di origine petrolifera con il gas naturale può alleviare solo in minima parte i problemi per il settore dei trasporti.

La scrivente Associazione evidenzia quindi la necessità che l’azione politica e amministrativa si occupi nel più breve tempo possibile di garantire alla società il mantenimento dei servizi essenziali scoraggiando la deriva verso il superfluo e focalizzandosi verso la preparazione, sia materiale, sia culturale, di una comunità informata e resiliente, chiamata ad affrontare un periodo di diminuzione del flusso di beni e servizi senza per questo collassare o trasformarsi in qualcosa di diverso e sicuramente meno gradevole.

In questo quadro si evidenzia inoltre il carattere controproducente dei progetti di rilancio del paradigma vigente, rappresentati dall’ipotesi di incrementare l’uso del carbone e dal ritorno al nucleare, che sottendono l’idea non sostenibile della crescita materiale infinita.

Grati per la Sua considerazione, rimaniamo a disposizione per qualsiasi approfondimento.

Con Ossequio.

ASPO ITALIA
ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO

Il documento in formato PDF

Approfondimenti

International Energy Agency. Global Energy Outlook http://www.worldenergyoutlook.org/

Energy Information Agency, Dept. Of Energy USA http://www.eia.doe.gov/conference/2009/session3/Sweetnam.pdf

The Oil Drum – Discussions about Energy and Our Future www.theoildrum.com

Stockholm Resilience Centre: www.stockholmresilience.org

ICLEI – Local Governments for Sustainability – www.iclei.org

Petrolio – uno sguardo dal picco http://petrolio.blogosfere.it