Siccome mi pare ci sia in giro voglia di commenti…

6 novembre 2011

Ho preso il titolo da una frase del report di Cristiano sulla giornata ASPO Italia di Firenze.

Ne raccomando la lettura perché fa il punto sulla situazione della multi-crisi e riassume velocemente – tra le altre cose – l’intervento di Nicole Foss a cui abbiamo assistito in tanti qualche giorno fa:

Come ho già scritto lo scorso anno, per quanto ne capisco io lo scenario della Foss è tra quelli possibili e assolutamente realistico, chi studia queste cose penso che ormai lo sappia bene.

Quello su cui non mi sento di concordare (e il mio parere è assolutamente istintivo e intuitivo, quindi non supportato da dati scientifici o modelli ragionevoli) è che questo sia l’unico scenario possibile.

Se siete interessati ad approfondire i contenuti degli incontri con la Foss, qui ci sono i resoconti di Daria e Marco e qui c’è il lavoro – piuttosto corposo – del gruppo di Carimate.

Mi sembra importante leggersi le raccomandazioni pratiche della Foss come si leggono quelle per l’alluvione: è uno scenario, non è detto che avvenga ma è bene non farsi trovare impreparati.

Il post di Cristiano presenta anche la sintesi di contributi differenti, con dei germogli di speranza per il futuro:

Più imparo e più passa il tempo più mi convinco che tutto o quasi tutto sia possibile, il punto è se abbiamo voglia di renderlo possibile o no […] i limiti stanno molto più nelle nostre teste che in qualsiasi altro posto.


Richard Heinberg e la “fine della crescita”

28 agosto 2011

Su Transition Voice un’intervista a Richard Heinberg, risalente a qualche mese fa, che minaccia di rivelarsi profetica; Luca Lombroso mi ha raccomandato di leggerla tutta 🙂

Se avete un po’ meno tempo di me, qui c’è la traduzione in italiano.

Se avete ancor meno tempo, c’è il filmato-trailer del libro, 5 minuti.

Qualche estratto:

Ebbene, il rialzo del prezzo del petrolio è stata l’unica causa della recessione? Assolutamente no. E sono d’accordo con Nicole Foss nel sostenere che l’economia finanziaria era destinata a crollare.

Il sistema finanziario si basa sul debito e ci sono dei limiti al debito. E siamo andati oltre i limiti del debito, e ciò ha in parte causato la crisi economica.

Ma, allo stesso tempo, direi che il prezzo del petrolio stabilisce un tetto massimo alla ripresa economica in questo momento. È per questo che sono piuttosto sicuro nell’affermare che abbiamo raggiunto la fine della crescita

[…]

Credo che abbiamo di fronte una profonda crisi economica che continuerà per il resto delle nostre vite. Non finirà.

Spero che grazie al libro entrerà a far parte della discussione la considerazione che la crescita è finita.

[…]

Sicuramente moltissimi la smentiranno. E sono sicuro che nove economisti su dieci prenderanno i manuali e diranno “Sono solo ca… sciocchezze!” (ride)

Ma, ciò nonostante, se almeno entrasse nel dibattito, la gente dovrebbe affrontare l’interrogativo sollevato dal libro in un modo o nell’altro, indipendentemente dal fatto che venga poi rigettato oppure che ci si rifletta seriamente. Almeno affronterebbero la questione.

[…]

In realtà è il mercato che ci impedirà di andare avanti come al solito. Perciò dobbiamo adattarci. E aiutare le persone ad adattarsi al cambiamento sarebbe veramente utile.

Ma credo che, alla luce di tutto ciò, dobbiamo continuare a fare ciò che facciamo a livello locale, a costruire le economie locali. In sostanza, dobbiamo rendere il governo federale il più superfluo possibile.

Creare strutture parallele.

Se non creeremo strutture economiche parallele, non riusciremo in nessun modo a sottrarci alla morsa repressiva della politica del governo federale, che fa solamente quello che crede di dover fare per mantenere l’ordine.


Atti e materiali del IV Congresso Nazionale di Aspoitalia

20 agosto 2011

Sono finalmente disponibili, a questo indirizzo, gli atti contenenti tutte le relazioni. Si tratta di una messe di documentazione e informazioni imponente e altamente qualificata che dimostra l’ottimo livello di approfondimento scientifico dell’associazione sull’ampio spettro delle tematiche connesse al picco del petrolio e che mettiamo a disposizione dei lettori. (***)

Tutti i materiali sono riuniti in un unico PDF da 100 MB; le singole presentazioni sono più leggere.

Contenuti molto interessanti e – in quasi tutti i casi – molto comprensibili.


Il Ritorno dei “Limiti dello Sviluppo”

29 giugno 2011

A breve distanza di tempo, ecco un altro post “impegnativo” di Ugo Bardi.

Stavolta leggerlo varrebbe la pena per tutti.

Il mio consiglio è scaricarlo, stamparlo ed eventualmente portarselo per la vacanza (comunque non prende più di mezz’ora di tempo).

Il Ritorno dei “Limiti dello Sviluppo”

Questo testo è la traduzione in italiano del primo capitolo del libro “The Limits to Growth Revisited” di Ugo Bardi, pubblicato da Springer nel Giugno 2011. Il libro è una completa rivisitazione della storia del libro noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo” pubblicato nel 1972 da un gruppo di autori che includeva Dennis e Donella Meadows, Jorgen Randers e altri. Il testo di Ugo Bardi racconta la storia del libro, di come fu accolto inizialmente con grande interesse e di come fu poi demonizzato e consegnato al ludibrio pubblico. Ugo Bardi esamina i modelli alla base dello studio e le critiche fatte principalmente da economisti. Bardi descrive poi come il processo di demonizzazione ha avuto origine e come sia stato costruito sulla base di una falsa interpretazione di alcuni dei dati contenuti nel libro. Infine, Bardi esamina come gli scenari del primo “Limiti dello Sviluppo” del 1972 e delle successive edizioni siano sempre più rilevanti per descrivere la situazione globale in termini di esaurimento delle risorse e di riscaldamento globale.

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ASPO: mission impossible

8 maggio 2011

Per un po’ ho avuto il dubbio se girarvi o meno questo articolo; di roba interessante da leggere ce n’è tanta…

Riguardandolo però mi sono persuaso che fornisce una di quelle occasioni per fare il punto.

Raccomando a chi ha due minuti di leggerlo. È illuminante.

“(…) Ci scontriamo con la sostanziale incapacità della società, a tutti i livelli, di capire e mettere in pratica concetti che non siano estremamente semplificati. Me ne rendo conto continuamente a tutti i livelli. Il ragionamento nella media è a livelli addirittura binari, ovvero: buono/non buono. Prezzi alti del petrolio? Non buono. Prezzi bassi? Buono.

Così, sono più di dieci anni che parliamo di picco del petrolio. Le nostre predizioni si stanno tutte avverando. Invece, quelli che ci davano di folli sovversivi (tipo l’IEA) hanno fatto errori clamorosi e, recentemente, sono stati costretti anche loro ad ammettere – sia pure obliquamente – che siamo al picco. Eppure, siamo ancora a dire che “bisogna aumentare la consapevolezza delle conseguenze per l’umanità.” Cosa dobbiamo aspettare prima che si accorgano che qualcosa sta succedendo col petrolio? Che cominciamo a farci la guerra con le asce di pietra? (…)”

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Jungo su Crisis

17 aprile 2011

Anche Pietro Cambi, membro di ASPO Italia e co-creatore del cinquino elettrico, sponsorizza ufficialmente Jungo:

Il Picco del petrolio, ormai l’abbiamo detto diverse volte, è storia.

Che sia stato già raggiunto il massimo della produzione petrolifera mondiale o che si possa strappare ancora qualche piccolo ritocco all’insù al record, ci siamo. Il barile, tra mille oscillazioni contigenti ( ehhh, le speculazioni…) continuerà a costare sempre di più e con lui l’energia tutta…

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Il picco della salute e la bolla della Sanità

13 marzo 2011

Qualcuno ha fatto notare che non abbiamo preparato un resoconto dettagliato della conferenza sull’Alimentazione Sostenibile. Ci sono cose che hanno bisogno di sedimentare un po’ prima di manifestarsi pienamente, hanno bisogno di essere masticate a lungo prima di essere digerite ed assimilate.

Un altro dei concetti che mi hanno molto colpito della conferenza del 24 febbraio con Davide Bochicchio è stato quello del Picco della Salute. In realtà non ne ha parlato Davide, l’ho detto io al termine di uno scambio di domanda/risposta. Davide stava affermando che l’alimentazione moderna ci sta portando ad un peggioramento del nostro stato di salute, io gli ho obiettato che però la popolazione mondiale sta crescendo come mai prima e che ci dicono continuamente che la durata della vita si allunga.

La risposta di Davide è stata di quelle che devono essere sedimentate. Conteneva, in particolare, due spunti di interpretazione: “Chi è che muore a 80 anni oggi? Le nostre nonne! E come hanno vissuto? Cosa mangiavano? Quanta attività fisica facevano?” e ancora “E a che prezzo abbiamo allungato la durata della vita ‘malata’?”.

Io la domanda l’avevo fatta apposta perché avevo letto un preoccupante post di Ugo Bardi, che poneva la domanda ma lasciava con poche risposte e volevo sapere come avrebbe risposto Davide.

La mia curiosità su questi dati è diventata irresistibile. Se non vi fidate di Ugo Bardi (e del resto ha intitolato il suo blog a Cassandra sapendo che i più non gli avrebbero mai creduto) potete fare quello che ho fatto io: andate sul sito della Commissione Europea per la Salute, scegliete gli indicatori dello stato di salute che volete visualizzare nel grafico, io ho scelto l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth). Questi sono i grafici:

Aspettativa di vita alla nascita

Aspettativa di vita sana alla nascita (uomini)

Aspettativa di vita sana alla nascita (donne)

Direi che non serve una laurea in statistica per accorgersi del preoccupante divario delle due curve a partire dal 2003: la vita continua ad allungarsi mentre la vita sana si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima.

Io continuo a seguire i commenti al post di Ugo Bardi ma non è che emergano tante risposte chiare come quelle ipotizzate da Davide:

  1. Il nostro stile di vita (non solo alimentare) ci sta precipitando verso la malattia.
  2. Il sistema “sanità” invece che correggere questo trend sta “drogando” i dati  “iniettando” un’enorme quantità di denaro (in farmaci e prestazioni medico-assistenziali) per far sì che l’aspettativa di vita continui ad aumentare e, con essa, i suoi profitti.

Fino a quando anche questa bolla scoppierà…