Banchetto di Transizione alla Sagra di San Francesco

22 maggio 2010

La sagra parrocchiale di San Francesco, in centro a Carpi, ospita un banchetto informativo sul movimento della Transizione e su tematiche riguardanti l’ambiente, l’energia, l’economia, la sostenibilità, il riciclo, ecc….

Sono presenti sia opuscoli e volantini informativi gratuiti che libri (con una piccola sezione anche per bambini e ragazzi), questi ultimi acquistabili.

Invitiamo chi ha voglia di rilassarsi a passare a dare un’occhiata e fare quattro chiacchiere, magari approfittando del ristorante della Sagra!


Buona festa a tutte le Mamme!!!

9 maggio 2010

Io credo che la Transizione sia molto una cosa da mamme.

Le mamme (le donne che, attraverso la maternità, sviluppano o ritrovano o potenziano la forza creatrice tipica del nostro genere) sono costantemente alle prese coi cambiamenti. Fare fronte agli imprevisti, sviluppare resilienza, è all’ordine del giorno per una mamma. Cambiare ruolo, fare 5 cose contemporaneamente, pensare a lungo termine: chi non lo sapeva fare prima, lo acquisisce: ne va della sopravvivenza della propria famiglia.

Ma proprio perché la maternità ci catapulta in questo nuovo mondo in cui le routine vanno continuamente ri-create, alcuni comportamenti più sostenibili, alcune abitudini all’insegna di una maggiore resilienza, possono sembrarci un appesantimento, un’altra cosa difficile da fare in aggiunta a tutto il resto. Qualche esempio? Utilizzare pannolini lavabili, fare la spesa guardando etichette, provenienze, eticità e acquistando beni diversi in negozi diversi a seconda di quello che offrono (anche coi Gruppi d’Aquisto Solidali), allattare al seno…

Il latte materno infatti è cibo “a cm zero”, ma non voglio iniziare con tutti i benefici dell’allattamento al seno e i malefici del biberon: no, quello che voglio dire è che gli ostacoli che di fatto impediscono a molte mamme di riuscire ad allattare hanno molto a che vedere con tutti gli altri punti critici del mondo in cui viviamo, e che rimuovere quegli ostacoli è sia un percorso individuale che una transizione sociale e culturale verso una vita migliore per mamme e bambini (quindi, per tutti) in molti altri campi.

Mamme in transizione: aiutiamoci a vivere meglio la nostra quotidianità, sosteniamoci a vicenda in quelle scelte che rendono le nostre famiglie più forti, sane e resilienti, in modo che sia festa non solo a maggio ma tutti i giorni dell’anno!

Annalisa


Aggiornamenti sul picco del petrolio

24 aprile 2010

Premessa. Vorrei ricordare che i problemi derivanti dal “picco del petrolio” all’apice della curva sono legati più alla capacità che alle riserve. La questione centrale non è tanto “Quanto ne resta?” ma “Quanto riusciamo a estrarne al giorno rispetto alla domanda?”.

Cristiano parte da un articolo di Kate Mackenzie sul Financial Times per riepilogare alcune avvisaglie raccolte sui media – solo le più recenti – a proposito del picco.

Lo trasporto di peso qui, comprende un piccolo elenco molto significativo.
E a chi sa l’inglese consiglio di leggere direttamente l’articolo del FT: riassume sinteticamente – per quanto possibile – molti aspetti della situazione.

Il Picco del Petrolio allo scoperto
Di Cristiano

“Politici, economisti e picchisti* stanno cominciando a parlare lo stesso linguaggio?” è questa la domanda che si fa Kate Mackenzie sul Financial Times (vedi articolo qui). Fa parte di quel processo che io di solito etichetto come “il risveglio dei media”. Mano a mano che la transizione (notare la t minuscola) avanza e che la crisi conseguente diventa più manifesta, ignorare le vere cause o nasconderle diventa più difficile. Ecco quindi che i problemi emergono in ogni ambiente e i giornalisti cominciano ad occuparsene: si parla sempre più spesso di Picco del Petrolio.

Kate menziona il post di Chris Nelder a proposito della fine del momento negazionista rispetto al Picco del Petrolio; l’intervista del Telegraph a Sir David King sui dati falsati delle IEA; l’intervento di Richard Branson il più famoso degli imprenditori britannici; il report dell’UK Energy Reserch Council sul rischio di picco entro il 2030, quello dello US Joint Forces Command (ne parlavo qualche post fa) ecc.

A volte i linguaggi sono diversi, ma il senso generale rimane: c’è un problema e bisogna cominciare ad affrontarlo. Beh, cominciate a dirlo in giro se già non lo state facendo, ora è più facile essere ascoltati e abbiamo bisogno che il maggior numero di persone possibile si renda conto della situazione: è così che può nascere il cambiamento.

* Vengono chiamati picchisti, o peak oilists in inglese, quelli che da anni si occupano di diffondere notizie su questo problema; per capirci, i membri di ASPO sono picchisti.


Dipende da quale domanda…

17 marzo 2010