L’Economia della Felicità in proiezione a Carpi

27 febbraio 2014

it-eohCarpiTransizione vi invita alla proiezione gratuita del film-documentario “L’Economia della Felicità”

giovedì 6 marzo alle ore 21.00 presso l’Auditorium della biblioteca Loria (via Rodolfo Pio, 1 – Carpi).

La proiezione è all’interno del ciclo “Famiglie Sostenibili” (sostituisce l’incontro con la giornalista Linda Grilli che purtroppo è impossibilitata a tenere la serata).

Questo film (prodotto negli Stati Uniti, 2011 – regia: Steven Gorelick; Helena Norberg_Hodge; John Page) della durata di poco più di un’ora introduce diversi temi di cui si occupa la Transizione, affrontando con realismo le criticità del nostro tempo e del nostro stile di vita ma individuando anche una strada per uscirne.

Di seguito alcuni link per approfondire di cosa si tratta, anche se ovviamente la cosa migliore è venire a vederlo!

Vi aspettiamo e spargete la voce!


Due documentari a Carpi

31 luglio 2013

Alla biblioteca Loria di Carpi stasera alle 21.30 sarà proiettato il documentario “Vivere senza soldi“.

Vivere senza soldi – L’esperienza sorprendente di una donna che da undici anni ha eliminato del tutto il denaro dalla propria vita.
Nel maggio 1996, Heidemarie Schwermer decide di cambiare radicalmente modo di vivere: regala i suoi mobili, abbandona l’abitazione e lo studio, e disdice l’assicurazione sanitaria.
Ciò di cui ha bisogno per vivere lo ottiene tramite gli scambi della “Centrale dai e prendi” da lei fondata a Dortmund, in Germania.
“Non avere niente ma essere molto”: con questo motto Heidemarie sottopone a un esame critico quelli che sono i valori correnti della società del consumo. Dopo tanti anni senza soldi, afferma di essere addirittura più ricca di prima. Concetti come lavoro, tempo libero e vacanze acquistano un significato completamente nuovo e la vita trova una nuova integrità.
L’esperienza di Heidemarie non avanza pretese di essere universalmente vincolante ma, in una società profondamente mercificata, rappresenta un modello concreto di speranza.

 

Martedì 6 agosto invece sarà il turno di “God save the green“.

Dal 2007 la maggior parte delle persone che popolano il nostro mondo, per la prima volta nella storia, vive nelle periferie delle città e non più sui campi e nelle campagne. Una trasformazione antropologica si sta compiendo a livello globale: l’uomo da pastore e agricoltore che era si è trasformato in cittadino. Eppure nelle ferite delle metropoli, tra i grattacieli brillanti di cristallo, negli slum fatiscenti delle megalopoli, riemerge prepotente il bisogno degli uomini di immergere le mani nelle zolle di terra. Quell’essere agricoltori, quel bisogno costitutivo della nostra specie, in ogni cultura, di lavorare la terra, riaffiora scardinando ritmi e obblighi del vivere urbano. La narrazione sviluppa un mosaico di storie: l’ultimo giardino in uno dei più popolati quartieri di Casablaca (Marocco); coltivazioni idroponiche gestite da un gruppo di donne a Teresina (Brasile); orti comunitari a Berlino (Germania); coltivazioni all’interno di sacchi nella bidonville di Nairobi (Kenya); giardini pensili a Torino e Bologna (Italia). L’affresco di un mondo che attraverso il verde urbano ha ridefinito la propria esistenza.

 

 


La crescita è finita? Paul Krugman sul New York Times

29 dicembre 2012

Nota: è interessante vedere che Krugman lancia prima il sasso ma poi nega decisamente che avremo mai problemi di decrescita (che vi aspettavate?). Tuttavia pone in risalto alcune problematiche di equità economica e sociale che saranno di grande importanza in futuro. Ancora di più se la crescita materiale globale dovesse rallentare o arrestarsi.

Io mi sto persuadendo sempre più che le parole chiave per il futuro sono EQUITÀ, LEGALITÀ, GIUSTIZIA.

Nota 2: il tema del calo degli occupati a causa dell’innovazione tecnologica è affrontato seriamente (e senza luddismi) nel blog Early Warning da Stuart Staniford, che si occupa con competenza anche di risorse.

La crescita è finita?

Paul Krugman sul New York Times, 27-12-2012

La maggioranza degli editoriali economici che si leggono sui giornali è centrata sulla corta distanza: gli effetti del “fiscal cliff” sulla ripresa in USA, le difficoltà della zona euro, gli ultimi tentativi giapponesi di spezzare la deflazione. Questo focus è comprensibile, visto che una depressione globale può rovinare la festa a tutti. Ma le nostre traversie attuali passeranno. Cosa sappiamo invece riguardo alle aspettative di prosperità nel lungo termine?

La risposta è: meno di quanto crediamo.

Le proiezioni a lunga scadenza elaborate da organismi ufficiali, come il CBO (Ufficio di bilancio del Congresso), generalmente si basano su due pesanti presupposti. Uno è che la crescita economica nei prossimi decenni sarà comparabile con quella degli ultimi. In particolare, si presume che la produttività – il motore fondamentale della crescita – cresca a un ritmo non molto diverso da quello medio calcolato dagli anni settanta ad oggi. D’altro canto, invece, queste previsioni danno per scontato che le disuguaglianze di reddito, che negli ultimi tre decenni si sono impennate, da qui in avanti aumenteranno solo di poco.

Non è difficile comprendere perché le agenzie accettino queste premesse. Considerato quanto poco sappiamo sulla crescita a lungo termine, assumere banalmente che il futuro somiglierà al passato è una inclinazione naturale. D’altra parte, se le disuguaglianze economiche continuano ad amplificarsi, ci aspetta un futuro distopico, di lotte di classe; non il tipo di futuro che le organizzazioni governative abbiano voglia di considerare.

Eppure questo canone tradizionale ha molte possibilità di rivelarsi errato su una o su entrambe le misure.

Di recente, Robert Gordon della Northwestern University ha suscitato agitazione dichiarando che la crescita economica probabilmente è destinata a rallentare bruscamente; ovvero che l’età della crescita iniziata nel XVIII secolo potrebbe volgersi a conclusione.

Gordon afferma che la nostra perdurante crescita economica non è stata un processo continuo, ma è stata spinta da una serie di “rivoluzioni industriali” distinte, ognuna basata su un particolare gruppo di tecnologie. La prima rivoluzione industriale, centrata in larga parte sul vapore, mosse la crescita tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. La seconda, resa possibile soprattutto dall’applicazione delle tecnologie elettriche, dai motori endotermici e dall’ingegneria chimica, iniziò nel 1870 circa e spinse la crescita fino agli anni ‘60. La terza, basata sulle tecnologie informatiche, distingue la nostra era attuale.

E, come Gordon correttamente sottolinea, i ritorni che finora la terza rivoluzione industriale ha portato, benché tangibili, sono stati molto meno ingenti di quelli della seconda. L’elettrificazione, ad esempio, ha avuto un impatto ben più significativo rispetto a Internet.

È una tesi interessante e un utile controcanto a tutte le celebrazioni entusiastiche dell’ultimissima tecnologia. E anche se io non credo che lui abbia ragione, il modo in cui potrebbe aver torto sovverte ugualmente le visioni tradizionali. Perché la risposta al tecno-pessimismo di Gordon è l’idea che il grande impatto delle tecnologie informatiche stia appena per iniziare e venga dall’introduzione delle macchine intelligenti.

Se seguite il settore, sapete che per decenni il campo dell’intelligenza artificiale ha avuto risultati deludenti, perché per i computer si è rivelato arduo fare cose che risultano banali a qualunque essere umano, come comprendere un normale parlato o riconoscere i diversi oggetti in un’immagine. Ultimamente, tuttavia, le barriere sembrano essere crollate, non perché abbiamo capito come riprodurre la mente umana, ma perché i computer possono fornire risposte equivalenti a un risultato intelligente grazie alla ricerca di pattern in enormi database.

È vero, il riconoscimento del parlato non è ancora impeccabile […] Ma è molto migliore di qualche anno fa ed è ormai divenuto uno strumento seriamente utilizzato. Il riconoscimento visivo è un poco indietro […] ma non è lontano dall’essere usato in una grande quantità di applicazioni di rilevanza economica.

Così, le macchine potrebbero presto eseguire molti compiti che finora hanno richiesto grandi masse di lavoratori umani. Questo comporterà un rapido aumento di produttività e, di conseguenza, una grande crescita economica globale.

Ma – e questa è la domanda cruciale – chi trarrà vantaggio da questa crescita? Sfortunatamente è fin troppo facile supporre che la maggioranza degli americani sarà lasciata indietro, perché le macchine intelligenti finiranno col diminuire il valore del lavoro; incluse le competenze di impiegati qualificati che improvvisamente diventano superflue.

Il punto qui è che ci sono buoni motivi per ritenere che gli approcci tradizionali incorporati nelle previsioni di lunga scadenza, che condizionano quasi ogni aspetto del dibattito politico corrente, siano sbagliati.

Quali sono quindi le implicazioni di questa visione alternativa? Be’, affronterò l’argomento in una prossima puntata.


Appuntamenti

24 ottobre 2012

Settimana piuttosto nutrita…

  • Mercoledì 24/10/12 alle 19
    Casa del Volontariato – Viale Peruzzi, 22 Carpi
    Incontro con Nelsa Nespolo – Justa Trama
    Qui i dettagli
  • Mercoledì 24/10/12 alle 21
    via Renzo Baraldi, 1 – Carpi
    Incontro fra genitori: un’educazione alla pace è possibile?
    (a cura di Scuola amica dei bambini e delle bambine)
    Qui i dettagli
  • Venerdì 26 ottobre ” I rischi di infiltrazione mafiosa nella ricostruzione”, alle 21.00 all’auditorium A.Loria  con Franco Zavatti, responsabile legalità e sicurezza Cgil Emilia-Romagna, Stefano Zanardi, professionista del CUP di Modena e Marco Imperato, magistrato di Modena. Conduce Silvia Saracino. Nell’ambito delle iniziative in memoria di Peppe Tizian.
  • Sabato 27/10/12 dalle 9.30 alle 18.30
    LinuxDay
    a Carpi, Biblioteca Loria
    Qui i dettagli
  • Sabato 27/10/12 alle 14
    Impariamo a “portare i bimbi”

    Casa del Volontariato – Viale Peruzzi, 22 Carpi
    Qui i dettagli

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Promemoria per il prossimo week end

27 settembre 2012
  • Mercatino dei Ragazzi a Carpi, Area Zanichelli, dalle 8 alle 19, organizzato da Croce Rossa Italiana, Comitato di Carpi, e da Moto Club Carpi.
  • Pranzo di autofinanziamento dell’Associazione Scuola Amica dei Bambini e delle Bambine a San Martino Secchia, Carpi. Per informazioni e prenotazioni:  scuolaamicadeibambini@gmail.com

Per maggiori informazioni sullo SCEC, qui.


Ciliegie

17 maggio 2012

In stretto contatto coi ragazzi dell’orto, stiamo tenendo d’occhio questo albero, che abbiamo “notato” per la prima volta l’anno scorso. E’ un albero di ciliegie che si trova proprio a fianco dei bancali dell’orto sinergico e produce i suoi frutti senza alcun intervento da parte di alcuno; non sappiamo di quale varietà si tratti.

La stagione freschina e piovosa sta rallentando la maturazione, ma probabilmente all’inizio di giugno le ciliegie saranno pronte e ci piacerebbe trovarci per raccoglierle. Maggiori dettagli più avanti per chi è interessato.


Francesco’s picks – 06/01/12

6 gennaio 2012
  • Giornata di libero scambio dei semi a Cesena:
    da prendere come ispirazione? Guardate qui
    (grazie a Remo).
  • Un orto sovversivo
    Ecco a voi alcuni consigli per la rivoluzione… alimentare.
    Orti di casa, orti urbani, il futuro del nostro cibo con Roger Doiron: da non perdere.
    Qui sottotitolati per i non angloabili:
    http://www.youtube.com/watch?v=ig3SREeRzcA
    (grazie a Rupo)