Atti e materiali del IV Congresso Nazionale di Aspoitalia

20 agosto 2011

Sono finalmente disponibili, a questo indirizzo, gli atti contenenti tutte le relazioni. Si tratta di una messe di documentazione e informazioni imponente e altamente qualificata che dimostra l’ottimo livello di approfondimento scientifico dell’associazione sull’ampio spettro delle tematiche connesse al picco del petrolio e che mettiamo a disposizione dei lettori. (***)

Tutti i materiali sono riuniti in un unico PDF da 100 MB; le singole presentazioni sono più leggere.

Contenuti molto interessanti e – in quasi tutti i casi – molto comprensibili.

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ASPO: mission impossible

8 maggio 2011

Per un po’ ho avuto il dubbio se girarvi o meno questo articolo; di roba interessante da leggere ce n’è tanta…

Riguardandolo però mi sono persuaso che fornisce una di quelle occasioni per fare il punto.

Raccomando a chi ha due minuti di leggerlo. È illuminante.

“(…) Ci scontriamo con la sostanziale incapacità della società, a tutti i livelli, di capire e mettere in pratica concetti che non siano estremamente semplificati. Me ne rendo conto continuamente a tutti i livelli. Il ragionamento nella media è a livelli addirittura binari, ovvero: buono/non buono. Prezzi alti del petrolio? Non buono. Prezzi bassi? Buono.

Così, sono più di dieci anni che parliamo di picco del petrolio. Le nostre predizioni si stanno tutte avverando. Invece, quelli che ci davano di folli sovversivi (tipo l’IEA) hanno fatto errori clamorosi e, recentemente, sono stati costretti anche loro ad ammettere – sia pure obliquamente – che siamo al picco. Eppure, siamo ancora a dire che “bisogna aumentare la consapevolezza delle conseguenze per l’umanità.” Cosa dobbiamo aspettare prima che si accorgano che qualcosa sta succedendo col petrolio? Che cominciamo a farci la guerra con le asce di pietra? (…)”

Continua qui.


Oggi, 5 Novembre, comincia il quarto convegno di ASPO-Italia a Trento

5 novembre 2010

A Trento, presso la Facoltà di Ingegneria, nei giorni 5 e 6 Novembre 2010 si terrà il quarto congresso di ASPO Italia. Il congresso è aperto a tutti gli interessati.

Maggiori dettagli qui.


Per informazioni  potete contattare l’organizzazione via e-mail: claudio.dellavolpe@unitn.it


Aggiornamenti sul picco del petrolio

24 aprile 2010

Premessa. Vorrei ricordare che i problemi derivanti dal “picco del petrolio” all’apice della curva sono legati più alla capacità che alle riserve. La questione centrale non è tanto “Quanto ne resta?” ma “Quanto riusciamo a estrarne al giorno rispetto alla domanda?”.

Cristiano parte da un articolo di Kate Mackenzie sul Financial Times per riepilogare alcune avvisaglie raccolte sui media – solo le più recenti – a proposito del picco.

Lo trasporto di peso qui, comprende un piccolo elenco molto significativo.
E a chi sa l’inglese consiglio di leggere direttamente l’articolo del FT: riassume sinteticamente – per quanto possibile – molti aspetti della situazione.

Il Picco del Petrolio allo scoperto
Di Cristiano

“Politici, economisti e picchisti* stanno cominciando a parlare lo stesso linguaggio?” è questa la domanda che si fa Kate Mackenzie sul Financial Times (vedi articolo qui). Fa parte di quel processo che io di solito etichetto come “il risveglio dei media”. Mano a mano che la transizione (notare la t minuscola) avanza e che la crisi conseguente diventa più manifesta, ignorare le vere cause o nasconderle diventa più difficile. Ecco quindi che i problemi emergono in ogni ambiente e i giornalisti cominciano ad occuparsene: si parla sempre più spesso di Picco del Petrolio.

Kate menziona il post di Chris Nelder a proposito della fine del momento negazionista rispetto al Picco del Petrolio; l’intervista del Telegraph a Sir David King sui dati falsati delle IEA; l’intervento di Richard Branson il più famoso degli imprenditori britannici; il report dell’UK Energy Reserch Council sul rischio di picco entro il 2030, quello dello US Joint Forces Command (ne parlavo qualche post fa) ecc.

A volte i linguaggi sono diversi, ma il senso generale rimane: c’è un problema e bisogna cominciare ad affrontarlo. Beh, cominciate a dirlo in giro se già non lo state facendo, ora è più facile essere ascoltati e abbiamo bisogno che il maggior numero di persone possibile si renda conto della situazione: è così che può nascere il cambiamento.

* Vengono chiamati picchisti, o peak oilists in inglese, quelli che da anni si occupano di diffondere notizie su questo problema; per capirci, i membri di ASPO sono picchisti.