Appello terremoto

27 agosto 2016

[da qui]

APPELLO! – Raccolta fondi terremoto
salustriA supporto di Roberto Salustri (Transition Italia) e della sua squadra che si sta sfracellando di fatica tra le macerie e che ha già esaurito tutte le scorte di materiale di primo soccorso, apriamo una raccolta fondi usando il conto di Transition Italia. Se volete dare una mano in modo direttissimo e sicuro, bonifico a:
Transition Italia – Associazione di Promozione Sociale
P.zza della Libertà, 2 – 40050 Monteveglio Bo
IBAN: IT05L0501802400000000197852 – BIC: CCRTIT2T84A
Banca Popolare Etica
CAUSALE: Terremoto Amatrice
Muoversi che il materiale serve subito. Grazie a chi può.


LE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE E IL RISPARMIO ENERGETICO

20 maggio 2016

Incontro che può essere utile a molti:

Martedì 24 maggio, ore 18.30
Le Ristrutturazioni edilizie e il Risparmio energetico

 

Progetti di comunità
L’Agenzia delle Entrate per la Città di Carpi

I funzionari dell’Agenzia delle Entrate incontrano i cittadini per fornire informazioni essenziali sulle agevolazioni fiscali in materia di ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti


Glifosate: incontro pubblico a Campogalliano

13 maggio 2016

Dal blog di Campogalliano in Transizione :

Prologo (fonte Monsanto)
“Tutto è cominciato con un giovane chimico di nome John Franz trasferito nel 1967 alla divisione agricola di Monsanto.

Dopo tre anni di ricerche, Franz e il suo team ebbero successo nel sintetizzare la molecola che avrebbe cambiato la tecnica di coltivazione per sempre: il glifosate, la sostanza attiva della formulazione Roundup® di Monsanto.
I risultati dei test preliminari di valutazione erano così spettacolari che la prima relazione sulle prove fu di una parola sola, “EUREKA!”… lo abbiamo trovato! Si riscontrava che l’erbicida era efficace non solo sulle infestanti annuali, ma anche sulle perenni, ed era attivo sia sulle foglie sia sulle radici. Dopo anni di ricerca e ingenti investimenti, nel 1974 Monsanto dà il via alla commercializzazione di Roundup® in UK e Malesia. Il momento era perfetto perché negli anni ’70 si era alla disperata ricerca di un erbicida efficace e al contempo più rispettoso dell’ambiente e Roundup® prometteva di esserlo. Per la sua scoperta, John Franz ricevette la Medaglia Nazionale Statunitense della Tecnologia nel 1987 e fu annoverato nella Hall of Fame degli Inventori Statunitensi nel 2007. ”

Abbiamo forse scelto un modo un po’ inatteso per introdurre questo post sulla questione del glifosate nelle acque potabili del nostro Comune.

Nell’epoca in cui stiamo vivendo, dove una cosa può essere assolutamente vera o assolutamente falsa, a seconda dei presupposti che vengono scelti per stabilire ciò che è prioritario, non c’è da stupirsi che il glifosate sia stato considerato per decenni una grande trovata (pure rispettosa per l’ambiente, almeno secondo chi la vende), mentre ora viene classificato dall’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) come sospetto cancerogeno e additato un po’ da tutti, anche per l’uso smisurato che ne viene fatto a livello mondiale. Vi ricorda quacosa questa storia? Prodotti perfetti, innocui, economici, comodi che poi si rilevano dannosi direttamente (amianto) o indirettamente (CFC, con il conseguente buco nell’ozono).

La domanda, semplice, da cui siamo partiti per elaborare questa riflessione è: “Perché si usa il glifosate?”

La risposta, in sintesi, potrebbe essere all’incirca: “l’uso del glifosate è una pratica agricola per eliminare le erbacce che crescono spontaneamente ovunque e che consente di ridurre decisamente i costi delle lavorazioni del terreno.”

Facile dedurre che l’utilizzo massivo del glifosate, si deve al fatto che è un’ottima risorsa per l’agricoltura intensiva, e più in generale di un sistema socio-economico basato sulla crescita continua e sull’utilizzo “fin quando ce n’è” delle risorse del pianeta.

Quindi se da un lato è doveroso approfondire la questione del glifosate nell’acqua pubblica, dall’altro dobbiamo essere consci del fatto che questo non è altro che uno dei tanti sintomi della malattia che affligge il nostro pianeta, altrimenti corriamo il rischio di vedere il dito che indica la luna e non la luna.

Qui il resto del post e di seguito la locandina dell’incontro.

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MODENA PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE – 24 maggio

19 maggio 2015

È possibile oggi nutrire Modena rispettando i principi della Sovranità alimentare? Quali le sfide per il territorio e i suoi abitanti?

MODENA PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE

Riflessioni e proposte dal mondo della piccola agricoltura biologica e dell’economia solidale

Domenica 24 maggio, ore 10

Fattoria Centofiori – Sala LEA
Strada Pomposiana 292 – Marzaglia (Mo)

Per la costruzione di un documento da portare a Expo dei Popoli (il forum internazionale della società civile e dei movimenti contadini: Milano, 3-5 giugno 2015, Fabbrica del vapore) sono invitati a partecipare quanti avranno idee, buone pratiche o progetti da condividere!

SCARICA IL PROGRAMMA – INGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE

E a proposito di EXPO, si legga la Dichiarazione pubblica sulla “Carta di Milano” firmata, tra altri, da Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Vittorio Agnoletto.

 


Contatto Terra

2 dicembre 2014

Il prossimo 10 dicembre a Carpi ci sarà una serata sui temi del rischio sismico e del rischio idraulico.

Si parlerà delle cause e delle azioni di mitigazione; speriamo che si parli anche delle azioni di adattamento che sono  alla base della resilienza di cui parliamo da un po’.

Ecco la locandina dell’evento:

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Attenti al meteo

13 ottobre 2014

Riportiamo pari pari da Transition Italia

Attenti al meteo

by Luca Lombroso

Ringrazio Cristiano dell’invito a scrivere sul blog di Transition Italia.

Come ben sapete, stiamo vivendo una “nuova normalità”, in cui dobbiamo già ora convivere con eventi che un tempo non lontano erano l’eccezione e non la regola.

Come può, una comunità in transizione, aumentare la resilienza verso eventi come quelli accaduti a Genova nelle ultime ore?

L’informazione meteorologica è sicuramente un valido strumento di resilienza, e il primo modo per convivere con questi eventi è osservare cosa sta succedendo. Insomma, il classico “osserva e interagisci” della permacultura.

Per esempio, massima attenzione per l’odierna giornata. Sono stati emessi allerta meteo ufficiali per esempio in Liguria (Allerta 2, il massimo), in Lombardia (molte zone in “criticità” moderata e alcune elevata, rosso) e in Toscana (molte zone in allerta arancio “medio”)per fare alcuni esempi. In Emilia Romagna siamo in “allerta temporali”in molte zone, soprattutto dell’Appennino.

Come vedete la modalità cambia di caso in caso, non è facile per il non addetto ai lavori capire cosa significano i termini usati, che pure si riferiscono a precisi protocolli. Occorre dunque lavorare, in collaborazione con gli enti stessi, per migliorare e integrare in veste transizionista e di resilienza queste informazioni in modo da rendere più leggibili e di utilità pratica.

Sperimentalmente, abbiamo individuato tre livelli di attenzione (volutamente non li chiamiamo allerta):

  1. Attenzione 1 debole: quasi tutte le perturbazioni comportano questa situazione, si può continuare la vita normale, ma è opportuno iniziare a stare attenti a cosa succede e pronti all’eventuale degenerare della situazione
  2. Attenzione 2 moderata: queste condizioni   possono comportare problemi nello svolgere la vita con i ritmi e i modi in cui siamo abituati, perché sono possibili eventi che, in qualche caso, possono comportare pericolo per persone e/o cose. Pensiamo al classico allagamento improvviso dei sottopassi, in genere in modo sporadico e localizzato
  3. Attenzione 3 estrema: è necessario essere pronti alle peggiori eventualità e modificare i normali tempi di vita e lavoro per protteggere le persone e le cose. Classico esempio, l’alluvione di Genova, o quella in Emilia dello scorso gennaio 2014.

Ci ritorneremo, e approfondiremo questo discorso, che non vuole sostituire, ma integrare e aumentare la resilienza in presenza di allerta ufficiali.

Dunque, indicativamente e sperimentalmente, ancora per oggi (lunedì 13 ottobre 2014) è una condizione da attenzione 3 estrema la Liguria, soprattutto il genovese e il levante, un gradino meno (ma non abbassate la guardia) il ponente; attenzione 1 debole in Piemonte e attenzione 2 moderata la Lombardia specie per quanto riguarda l’area alpina e prealpina e le città limitrofe (inclusa Milano). In Emilia Romagna le piogge sono in intensificazione e aumenteranno soprattutto fra Parma e Piacenza e in Appennino, e da attenzione 1 debole si passerà a 2 moderata. Anche in Toscana livello 2 moderato. Questo per l’odierna giornata (lunedì 13 ottobre), domani per fortuna migliora rapidamente, ma mercoledì avremo una ritornante delle piogge e temporali al nord est, inclusa l’Emilia Romagna. Poi, si assisterà a un ritorno di alta pressione subtropicale con una nuova ondata di caldo tardivo specie al centro sud e, a causa dell’inversione termica, in montagna.

Insomma, il riscaldamento può attendere: ci pensa già quello globale!

Luca Lombroso

Meteorologo free lancer


Perché questo articolo di CarpiTransizione mi dovrebbe interessare?

29 settembre 2014

C’è una scommessa in ballo: per favore, chiunque tu sia, leggi almeno fino a prima dell’immagine.

La prima settimana di ottobre è quella dedicata all’allattamento materno, e ogni anno si focalizza su un tema stabilito a livello mondiale. Uno degli obiettivi della “SAM” (Settimana mondiale per l’Allattamento Materno) è, al di là del tema annuale, attirare l’attenzione su questo argomento normalmente ritenuto di nicchia: la nicchia delle neo-mamme o di quegli operatori sanitari che si occupano di bambini piccoli.

Anche le iniziative organizzate per la SAM sono considerate dai più “roba da donne”, anzi: “roba da donne con neonati”. Scommetto una pizza che se tu che leggi non hai un figlio o un nipotino piccolo, difficilmente avresti letto queste poche righe col vero titolo di questo articolo, che sarebbe invece “Perché la Settimana per l’allattamento mi dovrebbe interessare?”.

Se ho vinto la scommessa… Baratto la pizza che mi devi con un altro po’ della tua attenzione, chiedendoti di leggere fino alla fine.

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Dunque: perché mai l’allattamento dovrebbe interessare tutti, o per lo meno tutti coloro che si interessano di Transizione? Perché con la Transizione condivide parecchie cose:

  1. La Resilienza – un cibo specie-specifico sempre pronto all’uso, che richiede alla madre solo un piccolo sur-plus di calorie, ma che viene prodotto anche se esse mancano: all’alba della nostra storia di esseri umani, i cuccioli d’uomo sono sopravvissuti perché anche in caso di carestie potevano avere accesso al latte della mamma (la propria, o di qualcun altro) per 1, 2, 3 o più anni.
  2. La Sostenibilità: niente inquinamento, nessuna risorsa non rinnovabile necessaria, nessun rifiuto da smaltire (si veda il poster “La Terra – nostra Madre – è in crisi!“). Ma questi primi due punti sono facili 🙂
  3. Qui viene il difficile: la parte più spirituale e “filosofica” dell’idea di Transizione, che è anche e soprattutto un cambiamento interiore. Allattare (e allattare finché i bambini non si staccano da soli dal seno) non è più normale, per gli stessi meccanismi per i quali non ci sembra possibile poter vivere senza lo sfruttamento e lo spreco di risorse che la nostra società sta facendo ora. E così come la Transizione è un cammino, sia materiale che spirituale, così lo è l’allattare il proprio bambino.
  4. E fa parte di questo percorso la dimensione sociale: “per crescere un bambino ci vuole un villaggio” recita un proverbio africano… anche per allattarlo, aggiungo io. Serve una dimensione che non è solo quella individuale della mamma, e non solo quella delle linee guida del ministero della salute. Tutta la comunità locale può e dovrebbe sostenere le mamme nella pratica di salute col miglior rapporto qualità/prezzo che esista!
  5. Per mantenere la similitudine del cammino, aggiungo che la strada si fa camminando, in un “circolo virtuoso”. Più la società camminerà verso una maggiore resilienza, sostenibilità, sostegno reciproco, più riuscirà a sostenere le mamme. E più mamme riusciranno ad allattare, più resilienza, sostenibilità, integrazione sociale ci saranno.

A questo punto, se sei arrivato a leggere fino a qui (grazie!), non mi resta che invitarti agli incontri della Settimana mondiale per l’Allattamento a Carpi:

  • 2 ottobre, ore 9 e 11: due incontri, uno per le future mamme/papà – se avete amiche, figlie, sorelle che aspettano un bambino, andate anche voi se potete! – e l’altro per mamme che stanno allattando.
  • 4 ottobre, 10.30 davanti al Comune: un flash mob. Se avete allattato (2 minuti, 2 mesi o 2 anni non importa), se non l’avete fatto ma avreste voluto… venite anche voi, reggeremo insieme lo striscione “Perché allattare possa essere una scelta”
  • 5 ottobre, 10.30: una Conferenza con relatori “coi fiocchi”, che le cose che ho accennato sopra le spiegano veramente bene e che potrà lasciare qualche consapevolezza e qualche strumento in più a tutti, anche a chi appunto non ha figli o nipoti piccoli
  • 11 ottobre, ore 17: la proiezione di un filmato-intervista, “Il primo sguardo”, utile soprattutto alle coppie in attesa ma anche questo che “fa cultura” sulla nostra natura di esseri umani.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO SI TROVA SUL SITO DEL GAAM: DATEGLI UN’OCCHIATA!

Grazie per l’ascolto

Annalisa