Due appuntamenti a Carpi questa settimana

28 novembre 2017

Giovedì 30 novembre a Carpi, Riccardo Cavicchioli e Luca Lombroso parteciperanno a una tavola rotonda organizzata da Lapam Confartigianato con la presenza anche del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

 

 

Venerdì 1 dicembre incontro sulle ecomafie nel Nord Italia a cura di Legambiente e Libera

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Vivere meglio in casa risparmiando energia: giovedì 23 novembre il secondo appuntamento

23 novembre 2017

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(…) terremo due serate, il 9 e il 23 novembre, presso Club Giardino (continua…)

 


Vivere meglio in casa risparmiando energia: giovedì 9 novembre il primo degli appuntamenti

2 novembre 2017

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(…) terremo due serate, il 9 e il 23 novembre, presso Club Giardino (continua…)

 


Tavola rotonda: “Crescere bambini felici a impatto (quasi) zero

19 settembre 2017

In occasione della SAM,  la Settimana mondiale per l’allattamento, insieme al Gruppo Aiuto Allattamento Materno di Carpi, abbiamo organizzato un momento di discussione e confronto  per riflettere sulle connessioni tra stili di vita salutari per noi e i nostri figli e preservazione dell’ambiente in cui viviamo (e dove vivranno le generazioni future).

Vi aspettiamo sabato 7 ottobre alle 10.00 all’Auditorium della Biblioteca Loria a Carpi,
per la Tavola rotonda.


Il viaggio dei nostri rifiuti: dove finisce quello che differenziamo?

13 aprile 2017

Interessante iniziativa di Eortè presso il Social Market Il Pane e le Rose

 

viaggiorifiuti


2 gradi: Luca Lombroso a TedX Bologna

18 novembre 2016

Il 22 Ottobre a Bologna Luca ha partecipato a una conferenza Ted.

Il suo video è un riassunto brillante e un po’ preoccupato delle presentazioni che sta facendo in giro per l’Italia (anche se al momento è in missione di lavoro in Costarica) per portare il suo libro “Ciao Fossili”.

Buona visione


Luca e Federica di ritorno …. dall’Antartide!!!

27 giugno 2016

“L’Antartide non è di nessuno o meglio è di tutti”.

È con queste parole che i responsabili del Centro ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) – P.N.R.A. (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide) in quel di Brasimone, località immersa nelle verdi colline bolognesi, hanno accolto due classi prime e una classe seconda dell’Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Carpi (MO).

I ragazzi sono stati accompagnati dal professore di fisica dr. Mauro Bellei e da altri insegnanti dell’istituto.

Il prof. Bellei ha invitato Luca (Campogalliano in Transizione) e Federica (Carpi in Transizione) a partecipare alla “spedizione” del 30.5.2016 in quanto, complice una conferenza gestita qualche tempo prima dall’ITI unitamente al Liceo Fanti di Carpi, sarebbe stata per entrambi una esperienza arricchente. E così è stato.

Ecco quanto riferisce Federica: “Innanzitutto siamo stati accolti con le braccia aperte. Questo mi ha fatto capire quanto i responsabili del centro e gli stessi professori ci tengano a far passare non solo le informazioni ai ragazzi ma anche la conoscenza di quanto è importante il progetto. Eravamo una settantina di persone. Ci hanno spiegato che il programma (PNRA) per l’Italia è nato nel 1981 ed è partito ufficialmente nel 1985 con il finanziamento del Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca.

Il Trattato Antartico regola la presenza dei Paesi che operano sul continente ed è stato stipulato a Washington l’1.12.1959 ed è entrato in vigore il 23.6.1961. In capo all’Italia ci sono due strutture in Antartide.

La prima è la cosiddetta “stazione Mario Zucchelli”. Si trova lungo la costa della Terra Vittoria settentrionale ed è costruita su una piccola penisola rocciosa ed è aperta da metà ottobre a metà febbraio. A supporto delle attività scientifiche vengono impiegati battelli, elicotteri e aerei leggeri dotati di sci. La base può ospitare fino a 85 persone. Il personale è composto da tecnici, specialisti delle forze armate, ricercatori (geofisici, geologi, astrofisici e biologi). Nella base è sempre presente un medico.

La seconda è la cosiddetta “stazione Concordia A Dome C” ed è italo-francese. Non è altro che un puntino sulla calotta glaciale dell’Antartide. E’ distante circa 1.200 km dalla costa e si trova a 3.230 mt di altezza. Le temperature, nel periodo invernale, scendono fino a -80° C. Concordia è considerato il luogo ideale per le osservazioni astronomiche e le ricerche sull’interazione atmosfera-criosfera. Qui è stata portata a termine, nell’ambito del progetto EPICA la trivellazione profonda del ghiaccio (3.270 m) e ricostruita la storia del clima terrestre più antica finora mai ottenuta (oltre 800.000 anni). La stazione Concordia è condivisa con personale francese grazie ad un accordo tra il nostro PNRA e il programma francese IPEV. La squadra operativa durante tutto l’anno si compone dalle 12 alle 16 persone.

Sapete quanto tempo occorre a un mercantile italiano con partenza da Ravenna e destinazione Nuova Zelanda?! 45 giorni di viaggio. E poi dalla Nuova Zelanda per l’Antartide?! altri 10 giorni.

Racconta Sergio, uno dei ricercatori con esperienza in Antartide, che l’uomo al polo sud non è poi così solo. Gli animali ci sono e si fanno sentire. I pinguini ad esempio, animali curiosi, sembra non temino l’uomo e così si avvicinano alle persone tirando con il loro becco le maniche dei giubbotti. Anche le foche fanno la loro parte. Inoltre grazie alla posizione geografica, le caratteristiche fisiche, la distanza dalle fonti di inquinamento e la quasi totale assenza di perturbazioni antropiche, è uno dei luoghi privilegiati per un’osservazione globale del pianeta.

Venendo ai nostri transizionisti, Federica ha spiegato brevemente ai presenti (ragazzi, responsabili e insegnanti) in cosa consistente il movimento della Transizione, da chi è nato e qual è stata l’intuizione dei fondatori, cercando di far capire che la priorità sta nell’abbandono dei combustibili fossili per passare alle energie rinnovabili.

Luca, dopo aver detto che gli rincresce non aver potuto, per varie ragioni, fare l’esperienza di andare in Antartide, ha parlato di come i dati rilevati in Antartide sono la base delle conoscenze attuali sul clima, che ci consentono di dire che “siamo in un territorio sconosciuto”, mai vissuto da nessun essere umano, e ha quindi accennato al picco del petrolio. Dicendo poi ai giovani che sono la prima generazione che ha di fronte un futuro con meno energia pro capite a disposizione di quelle passate. Ricordando infine i concetti, transizionisti, di “testa, cuore, mani”.

Una interessante riflessione, sempre di Luca, riguardo i limiti della ricerca: un argomento scomodo, qualunque scienziato e ricercatore sostiene infatti che la ricerca non deve avere limiti o barriere, ma è necessario, dice Luca, riflettere sull’impatto ambientale della ricerca. Anche la ricerca insomma dovrebbe cercare di indirizzare le sue attività il più possibile con tecniche e metodi low carbon. Alcuni ricercatori, come Kevin Anderson e lo stesso fondatore e ispiratore della Transizione Rob Hopkins hanno scelto da tempo di non viaggiare in aereo. C’è anche un interessante documento, verso una ricerca low carbon per il 21° secolo, del Tyndall Center for climate science. Diversi articoli sostengono che gli scienziati stessi sono più credibili nel lanciare i loro allarmi se sono loro per primi ad attuare buone pratiche. Insomma, vero che ci sono tante cose da cui cominciare, dal consumismo alle attività e sport più energivori per non parlare delle attività militari, ma val la pena di rifletterci, fermo restando che le attività in Antartide sono fondamentali per la conoscenza che abbiamo oggi dei cambiamenti climatici.

Infine, una notizia dall’Antartide proprio di questi giorni, per fortuna a lieto fine. Lavorare nelle basi Concordia Italo Francese o alla Amunden Scott Americana, che è proprio al Polo Sud, nell’inverno australe non è facile, isolati nella lunga notte polare a temperature fino a -90°C. e’ rimbalzata alle cronache la notizia di un membro della spedizione americana che, a seguito di un grave problema di salute, necessitava di cure urgenti, non praticabili con i medici e le strutture della base. Solitamente queste basi nell’inverno sono irraggiungibili, insomma si sta là fino al ritorno del sole e delle prime spedizioni, ma è stata messa in piedi una apposita missione di soccorso, una delle più difficili della storia, dalla stessa National Science Fundation US, e ha avuto successo. Auguri dunque allo sventurato di pronta guarigione e grazie a questi moderni avventurieri, vero collegati col mondo molto più dei leggendari primi uomini che raggiunsero i poli, ma certo che vivono e lavorano in condizioni estreme per il bene comune.