Tavola rotonda: “Crescere bambini felici a impatto (quasi) zero

19 settembre 2017

In occasione della SAM,  la Settimana mondiale per l’allattamento, insieme al Gruppo Aiuto Allattamento Materno di Carpi, abbiamo organizzato un momento di discussione e confronto  per riflettere sulle connessioni tra stili di vita salutari per noi e i nostri figli e preservazione dell’ambiente in cui viviamo (e dove vivranno le generazioni future).

Vi aspettiamo sabato 7 ottobre alle 10.00 all’Auditorium della Biblioteca Loria a Carpi,
per la Tavola rotonda.

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Con giusta misura: incontri e laboratori di cucina a Modena

19 gennaio 2017

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Qui maggiori informazioni

 


Serata col Gruppo d’Acquisto Solidale e i prodotti della Puglia

28 novembre 2016

Il Gruppo d’Acquisto Solidale La Festa propone per mercoledì 30 Novembre una serata di degustazione dei prodotti dei propri fornitori pugliesi.

L’appuntamento, a cura anche di Cooperativa Eortè, si inserisce nel percorso di conoscenza diretta dei produttori allo scopo di instaurare e mantenere un rapporto di fiducia e sostegno, come indica la filosofia alla base dei gruppi d’acquisto.

Con La Festa ed Eortè abbiamo in programma alcuni eventi nell’anno nuovo, quindi volentieri invitiamo a partecipare a questo e a tenere d’occhio le loro pagine (su Facebook:   Associazione La Festa – Gruppo d’Acquisto Solidale e Eorté Cooperativa Sociale)

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Cambiamenti climatici sostenibili

8 ottobre 2016

Nell’ambito della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno, il GAAM (Gruppo Aiuto Allattamento Materno) di Carpi in collaborazione con noi di CarpiTransizione e con Campogalliano in Transizione, ha organizzato Venerdì 7 Ottobre una serata molto molto transizionista.

Si è infatti parlato di tre argomenti che viene più facile, di solito, trattare separatamente: i cambiamenti climatici, di cui ci ha parlato Luca Lombroso presentando il suo ultimo libro “Ciao Fossili“;  la gestione delle emergenze di cui ci ha parlato Mauro Zanazzi rappresentante della Protezione Civile del Comune di Carpi, e l’alimentazione dei bambini e il sostegno ai soggetti fragili durante le emergenze, illustratici da Angela Giusti, ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità.

La Transizione invece ci dice che occorre iniziare ad affrontare i problemi con un approccio più sistemico e collegato: i cambiamenti climatici ci dicono che dobbiamo forse aspettarci in futuro eventi eccezionali, non facilmente prevedili perché improvvisi e di grande entità; chi si occupa da tempo di emergenze può insegnare come predisporre piani d’azione semplici e adattabili inserendo tra i rischi valutati anche il rischio di eventi fuori scala; infine chi si occupa di alimentazione dei bambini ci ricorda che il modo più resiliente per proteggere i bambini stessi è prendersi cura delle mamme per favorire in tutti i modi l’allattamento, alimentazione resiliente e sostenibile per definizione.

I nostri tre relatori, oltre alle loro esposizioni, hanno dialogato tra loro e con i presenti proprio in questo spirito di condivisione delle conoscenze e continuo apprendimento.

Luca poi ha colto l’occasione per un accenno all’attualità del passaggio dell’Uragano Matthew, raccontando di come un sistema di allerta e comunicazione efficiente e flessibile ha potuto evitare vittime a Cuba, mentre ce ne sono purtroppo state molte ad Haiti dove per le condizioni sociali ed economiche un tale sistema non è ancora stato sviluppato.

Mauro, dopo una introduzione storica sulla nascita della Protezione Civile, ci ha illustrato il Piano Emergenza Comunale con un accenno ai principali rischi naturali del nostro territorio.

Angela infine ci ha dato qualche indicazione sulla gestione dell’alimentazione dei bambini e più in generale sulla gestione dei soggetti cosiddetti fragili nelle emergenze, facendo riferimento sia alle sue recenti esperienze nei campi di accoglienza delle isole greche e sulla rotta balcanica, sia alle emergenze italiane legate ai terremoti (dall’Aquila ad Amatrice, passando per l’Emilia), con un’attenzione particolare alla comunicazione che viene data in questi frangenti. Le sue slides saranno a breve scaricabili dal sito del GAAM, un assaggio può essere il video di SafelyFed:


La chimica in agricoltura e il progetto “Adotta un’arnia”

7 giugno 2016

Segnaliamo due iniziative interessanti.

La prima è la serata organizzata dal Movimento 5 Stelle di Carpi sui temi della chimica in agricoltura martedì 14 giugno

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La seconda è il progetto “Adotta un’arnia” dell’Azienda Agricola Pellacani di Carpi.

“La nostra azienda agricola si trova nel territorio carpigiano , una delle zone dell’Emilia colpite dal terremoto del 20/29 maggio 2012. Siamo stati duramente colpiti e dopo 4 anni dall’evento siamo ancora piazzati in giardino dentro ad un modulo abitativo di 30 mq in quanto a tutt’oggi tutti i fabbricati dell’azienda sono inagibili e la ricostruzione stenta a partire.  In questi 4 anni abbiamo dato fondo ad ogni risorsa economica a nostra disposizione per cercare di ripristinare la nostra attività prevalente di apicoltura. Tuttavia, dopo tanti sforzi e con la piena volontà di non mollare, siamo costretti a chiedere l’aiuto solidale di chi vorrà attraverso il progetto che sottoponiamo, rendendo noto che non si tratta di un contratto commerciale ne un mero tentativo di impietosire qualcuno ma di un atto volontario di sostegno “diretto” alla sopravvivenza dell’azienda stessa in condivisione dei nostri valori.”

Di seguito il manifesto del progetto con tutte le indicazioni per aderire

MANIFESTO

 

 


Comunicato Stampa della coalizione italiana #StopGlifosato

18 maggio 2016

COMUNICATO STAMPA

#StopGlifosato

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Le 38 associazioni su assoluzione parziale glifosato da parte di OMS/FAO: “Un disastro istituzionale. Necessaria una ricerca indipendente. Non ripetiamo gli errori del passato.

Oggi e domani si decide a Bruxelles la sorte del Glifosato e in un quadro d’incertezza si ribadisce l’esigenza di una forte cautela sull’uso del diserbante, va autorizzato solo se viene accertata la non pericolosità

Roma, 18 maggio 2016 – All’indomani della presentazione dello studio condotto da OMS e FAO che assolve parzialmente il glifosato dall’accusa di essere un probabile cancerogeno per l’uomo –limitatamente alla sua assunzione attraverso residui negli alimenti ma senza considerare altri tipi di esposizione e di contaminazione – e che dunque smentisce in parte la ricerca dello IARC proprio in coincidenza con la riunione del PAFF (comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi), che si tiene oggi e domani a Bruxelles, la Coalizione italiana StopGlifosato torna sull’argomento.

LEGGI TUTTO sul blog della Campagna nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali


Glifosate: incontro pubblico a Campogalliano

13 maggio 2016

Dal blog di Campogalliano in Transizione :

Prologo (fonte Monsanto)
“Tutto è cominciato con un giovane chimico di nome John Franz trasferito nel 1967 alla divisione agricola di Monsanto.

Dopo tre anni di ricerche, Franz e il suo team ebbero successo nel sintetizzare la molecola che avrebbe cambiato la tecnica di coltivazione per sempre: il glifosate, la sostanza attiva della formulazione Roundup® di Monsanto.
I risultati dei test preliminari di valutazione erano così spettacolari che la prima relazione sulle prove fu di una parola sola, “EUREKA!”… lo abbiamo trovato! Si riscontrava che l’erbicida era efficace non solo sulle infestanti annuali, ma anche sulle perenni, ed era attivo sia sulle foglie sia sulle radici. Dopo anni di ricerca e ingenti investimenti, nel 1974 Monsanto dà il via alla commercializzazione di Roundup® in UK e Malesia. Il momento era perfetto perché negli anni ’70 si era alla disperata ricerca di un erbicida efficace e al contempo più rispettoso dell’ambiente e Roundup® prometteva di esserlo. Per la sua scoperta, John Franz ricevette la Medaglia Nazionale Statunitense della Tecnologia nel 1987 e fu annoverato nella Hall of Fame degli Inventori Statunitensi nel 2007. ”

Abbiamo forse scelto un modo un po’ inatteso per introdurre questo post sulla questione del glifosate nelle acque potabili del nostro Comune.

Nell’epoca in cui stiamo vivendo, dove una cosa può essere assolutamente vera o assolutamente falsa, a seconda dei presupposti che vengono scelti per stabilire ciò che è prioritario, non c’è da stupirsi che il glifosate sia stato considerato per decenni una grande trovata (pure rispettosa per l’ambiente, almeno secondo chi la vende), mentre ora viene classificato dall’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) come sospetto cancerogeno e additato un po’ da tutti, anche per l’uso smisurato che ne viene fatto a livello mondiale. Vi ricorda quacosa questa storia? Prodotti perfetti, innocui, economici, comodi che poi si rilevano dannosi direttamente (amianto) o indirettamente (CFC, con il conseguente buco nell’ozono).

La domanda, semplice, da cui siamo partiti per elaborare questa riflessione è: “Perché si usa il glifosate?”

La risposta, in sintesi, potrebbe essere all’incirca: “l’uso del glifosate è una pratica agricola per eliminare le erbacce che crescono spontaneamente ovunque e che consente di ridurre decisamente i costi delle lavorazioni del terreno.”

Facile dedurre che l’utilizzo massivo del glifosate, si deve al fatto che è un’ottima risorsa per l’agricoltura intensiva, e più in generale di un sistema socio-economico basato sulla crescita continua e sull’utilizzo “fin quando ce n’è” delle risorse del pianeta.

Quindi se da un lato è doveroso approfondire la questione del glifosate nell’acqua pubblica, dall’altro dobbiamo essere consci del fatto che questo non è altro che uno dei tanti sintomi della malattia che affligge il nostro pianeta, altrimenti corriamo il rischio di vedere il dito che indica la luna e non la luna.

Qui il resto del post e di seguito la locandina dell’incontro.

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