Geotermia, chi la conosce?

Da una lettrice del blog, Cecilia Annovi, riceviamo questo contributo che pubblichiamo molto volentieri. Per domande, dubbi, approfondimenti, usiamo la sezione commenti.

GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA, ENERGIA GRATUITA E SOSTENIBILE DALLA TERRA. INFORMIAMOCI!

La Germania prevede che da qui al 2020 la fonte rinnovabile in maggiore crescita non sarà il solare (energia non sempre disponibile..), non il biogas (che comporta alti costi in termini di inquinamento e paesaggistici), non l’eolico (che dipende da fattori morfologici e climatici), ma la GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA.
Tuttavia ponendo la domanda alle persone comuni “che cos’è la geotermia a bassa entalpia? come si può sfruttare?” ottengo risposte incomplete.
Ad esempio i più ritengono che la geotermia sia il calore prodotto dal terreno, in alcuni zone particolari nel mondo , vicino a terme, vulcani, geyser. Il vapore che ne deriva è già sfruttato per produrre energia (ad esempio a Larderello in Toscana).
La risposta non è del tutto sbagliata. In generale possiamo affermare che la geotermia è “una disciplina che studia l’insieme dei fenomeni naturali coinvolti nella produzione e nel trasferimento di calore proveniente dall’interno della Terra”
Però la GEOTERMIA conosciuta dai più è appunto quella ad ALTA ENTALPIA, che sfrutta il vapore generato da fonti naturali per produrre energia elettrica. Al contario la GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA è conosciuta da pochi (almeno in Italia) ma utilizzabile ovunque e da tutti per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria.
Che cos’è nel dettaglio?
Al di sotto di 10 metri di profondità, dove l’energia emanata dal sole non provoca delle oscillazioni termiche, il sottosuolo presenta ovunque una temperatura quasi costante, che in Italia oscilla tra i 12° ed i 14° nei primi 150 metri. La temperatura del sottosuolo quindi risulta superiore alla temperatura esterna media invernale, ed inferiore alla temperatura esterna media estiva, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche giornaliere o stagionali. Ciò fa del sottosuolo una sorgente termica ideale per il condizionamento degli edifici: attraverso una pompa di calore si estrae calore in inverno per il riscaldamento e si sottrae calore dalle abitazioni per immetterlo nel sottosuolo durante l’estate, rigenerando il calore necessario al successivo inverno.
Lo scambio di calore con il terreno viene effettuato attraverso una o più sonde geotermiche, verticali o orizzontali.
Un fluido termovettore (acqua glicolata) viene fatto circolare all’interno delle sonde, scambiando calore con il terreno. La circolazione è resa possibile da una pompa di calore ad alta efficienza che per ogni 3-4 kW termico di calore “gratuito” immagazzinato nella terra produce fino a 4-5 kW termici a fronte del consumo di 1 kW elettrico. La pompa di calore quindi è l’unica parte “energivora” del sistema, ma ha una tariffazione agevolata e il suo utilizzo evita il consumo di metano, dispersione di Co2, canne fumarie.
La climatizzazione viene effettuata grazie a sistemi di diffusione che funzionano a temperature basse come un impianto a pavimento o un ventilconvettore. Come accennato si può sia riscaldare d’inverno che raffrescare d’estate con l’aggiunta di un sistema di deumidificazione.

Il vantaggio economico aumenta con il fabbisogno termico: impianti geotermici per singole unità abitative presentano un tempo di ritorno dell’investimento solitamente compreso tra i 7 ed i 10 anni, per condomini ovviamente è inferiore. Il risparmio economico sui costi annui di esercizio va dal 30-35% rispetto ad un impianto tradizionale a gas, fino al 70-80% rispetto ad una caldaia a GPL.

Oggi lo stato incentiva l’installazione di impianti di geotermia includendoli nel piano di detrazione fiscale al 65% e dedicando alle pompe di calore una tariffa elettrica agevolata. L’impianto geotermico si integra perfettamente col fotovoltaico o col solare termico.

Cosa manca per la sua diffusione in Italia? Forse solo un po’ d’informazione.

Cecilia Annovi
(fonte “Nozioni base sulla geotermia a bassa entalpia”, dott. V. D’Adamo)

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3 Responses to Geotermia, chi la conosce?

  1. Ceci ha detto:

    Cecilia, grazie per questo post. Hai qualche dato in più sui costi di questi impianti?

  2. Cecilia Annovi ha detto:

    Parlare di prezzi è un discorso piuttosto complicato perchè quando si realizza un impianto geotermico bisogna valutare il fabbisogno di energia termica dell’edificio, il grado di isolamento, l’opzione impiantistica scelta (riscaldamento a pavimento o ventilconvettori), eventuale sostituzione di radiatori ad alta temperatura, l’utilizzo monovalente o associato ad altre fonti di calore…
    Per dare un ordine di grandezza si può dire che per un’abitazione di 120 mq, di nuova costruzione, con un discreto livello di isolamento (classe C), privo di impianto termico ma dotata di un impianto di distribuzione a pannelli radianti il costo di un impianto è sui 20.000€.
    L’ investimento iniziale è più oneroso di una caldaia a condensazione ma ci sono da tenere presenti i seguenti vantaggi:
    -il risparmio sulle bollette utilizzando l’impianto geotermico è di circa il 40-50% rispetto la soluzione caldaia a metano + condizionatore. Il risparmio sale fino al 70-80% se confrontato con caldaie a gasolio o a GPL
    -il ritorno dell’investimento per un’abitazione singola è di 7-10 anni (stesso tempo che impiega un impianto fotovoltaico installato nel 2010, incentivi compresi). Realizzando un impianto centralizzato per più unità abitative il tempo si riduce a 2-5 anni.
    – l’impianto geotermico è più longevo di una caldaia a condensazione + condizionatore e richiede manutenzione quasi nulla.
    – l’energia elettrica che si consuma per l’alimentare la pompa di calore gode di una tariffa agevolata dell’enel; è utilizzabile anche l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico, regalata dal sole

    Tenendo conto che l’intervento gode anche delle detrazioni fiscali del 65%, il costo dell’impianto può essere considerato un ottimo investimento sulla propria abitazione, che produce vantaggi per molto tempo e le dà un valore aggiunto che non si svaluta (la casa ricade in classe A).

    Qualora voleste informazioni più dettagliate sui costi di un impianto e sui ritorni di investimento vi invito a contattarmi in privato per valutare il singolo caso (cecilia.annovi@gmail.com)

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