DOVE SONO FINITI QUELLI DELL’ORTO?

E soprattutto: come va l’orto??

Eccoci qui, non siamo stati inghiottiti da una melanzana gigante o seppelliti sotto una selva di pomodori! Però la selva c’è davvero, guardate qui

Grazie alle erbe spontanee e alle numerose varietà di pomodori che abbiamo piantato, l’orto ha assunto un aspetto un po’ selvaggio.

Se volete vederlo da vicino, LUNEDI 12 settembre, ore 18, ci troviamo all’orto per osservare cosa è cresciuto nel frattempo e piantare qualcosa di nuovo.

 

 

Questa estate abbiamo imparato molte cose… 

Abbiamo imparato che maggio è stato un mese cruciale perché tante piante sono cresciute in fretta e i nostri interventi non hanno tenuto in ordine i bancali quel tanto che ci permettesse di vedere cosa e come cresceva. Ecco la piantina dell’orto di metà giugno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per arginare le erbe non molto desiderate, abbiamo inizialmente strappato quelle che disturbavano le verdure poi, con una operazione chirurgica, alcuni del gruppo hanno lavorato sodo per tagliarle tutte (sempre sotto il colletto, lasciando le radici e buttando il verde sui bancali a mo’ di pacciamatura).  

 

 

 

Quando abbiamo visto che stavano ricrescendo imperterrite, grazie anche ai consigli del corso di permacultura a Monteveglio, abbiamo pacciamato in modo massiccio i bancali con carta da giornale imbevuta d’acqua e paglia.

Prima i giornali bagnati, poi la paglia

 

 

 

 

 

Poche fragole (cioè, poche quelle che abbiamo visto noi…), moltissimi pomodori, ravanelli e le instancabili bietole, un po’ di insalata, qualche cipollotto e porro, una zucchina gigante e molti fiori, tre cetrioli, zero fagioli. Diverse erbe aromatiche, che probabilmente sono sulle mense di mezzo comune J, sono cresciute bene: tanto basilico, rosmarino, salvia, peperoncino, finocchietto, erba cipollina. Il timo, la maggiorana e alcuni fiori (tagete e bocche di leone) non se la sono vista bene, forse senza luce per via dei pomodori, forse in un punto sfavorevole.

Abbiamo imparato che dobbiamo piantare meno pomodori e più leguminose, tanto importanti per trattenere l’azoto nel suolo.

INDOVINELLO: che piante sono state fotografate in queste immagini dell’orto?

Chi ne indovina almeno tre, riceverà un premio direttamente dall’orto!

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo ricevuto anche la visita di alcuni animaletti: tanti uccellini che si posavano qua e là, le lumache, diminuite con i primi caldi dopo aver assaggiato per benino insalate e bietole, le cimici nei pomodori, che non hanno fatto grandi danni se non bucherellandone alcuni nel mucchio.

 

Infine… è stata tanta la soddisfazione di tornare a casa con i frutti del nostro lavoro: una sporta di pomodori, un mazzo di biete, una manciata di rucola, un cestino di insalata…

A lunedì!

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4 Responses to DOVE SONO FINITI QUELLI DELL’ORTO?

  1. Andrea ha detto:

    Abbiamo imparato che anche con esperienza nulla le verdure crescono. Alcune poco, altre di più, come i pomodori che hanno oscurato tutto in luglio e agosto.
    Abbiamo dedicato obiettivamente poco tempo e comunque i risultati sono incoraggianti.
    Il problema più grosso è la proliferazione di piante indesiderate che abbiamo fatto fatica a limitare.
    Progetti per il futuro? Tutori più alti, qualche asse per sostenere meglio le sponde, un po’ più di semenzaio e… un po’ più di tempo almeno nei momenti chiave!

  2. bruno ha detto:

    ma l’inchiosto che c’è sulla carta del giornale non vi pare da evitare? perchè mettere della carta di giornale e non solo dell’erba secca?
    boh

    br1

  3. Ceci ha detto:

    Bruno, lo abbiamo visto fare da varie persone, ce lo ha anche indicato il nostro professore di permacultura a Monteveglio. Ci è stato detto che l’inchiostro dei quotidiani in Europa non contiene piombo e lo stesso dicono vari siti sul tema dell’agricoltura sinergica (qui ad esempio http://selvatici.wordpress.com/quaderni-dellortigiano/orto-sinergico/) Si mettono anche i giornali per togliere luce con più efficacia alle infestanti intorno alla pianta..l’erba secca si può seccare molto velocemente e anche spargersi intorno aprendo qualche varco. In più la cellulosa è anche essa materiale “da mangiare” per i microorganismi. La questione piombo-non piombo però è interessante, anche perchè i giornali quotidiani (no riviste patinate) si potrebbero anche compostare domesticamente allora. Tu che ti occupi di sicurezza sul lavoro, puoi trovare qualche info in più?
    Amici del gruppo orto, avete da aggiungere qualcosa?

  4. Chiara ha detto:

    Sottoscrivo quanto detto da Cecilia, stavo cercando negli appunti del corso altri riferimenti detti da Fabio Pinzi.
    Aggiungo che è un modo per riutilizzare i vecchi giornali e i cartoni. Quest’inverno copriremo con i cartoni (quelli marroni, senza scritte ne scotch) dove non ci sarà vegetazione.

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