La macchina mineraria universale

Attenzione: quello che segue è un post lungo e tecnico, dedicato agli “smanettoni”, anche se riguarda il futuro di tutti ed è pienamente comprensibile; per dire, io me lo sogno il giorno in cui in TV, accanto al solito Angela, potremo vedere documentari con testi come questo.

La macchina mineraria universale

(scritto da Ugo Bardi, tradotto da Massimiliano Rupalti)

In una storia di fantascienza che ho avuto sotto mano molti anni fa, un gruppo di esploratori erano rimasti intrappolati in un remoto pianeta ed hanno avuto bisogno di costruire una nuova nave spaziale usando i materiali locali. Non avevano né tempo né risorse per gli scavi minerari tradizionali, così hanno costruito una “macchina mineraria universale” che estraeva elementi dalla crosta del pianeta. La macchina rompeva la roccia, la scaldava e la trasformava in plasma atomico. Gli ioni del plasma venivano accelerati e in seguito separati a seconda della massa da un campo magnetico. In entrata c’era semplice roccia ed in uscita c’erano tutti gli elementi presenti nella roccia originaria, ognuno allegramente impacchettato nella sua scatola.

Quella storia (mi pare che fosse di Poul Anderson [link]) mi ha sempre affascinato. Perché non possiamo costruire una macchina simile qui sulla Terra e smettere di preoccuparci della fine delle risorse minerarie? [continua QUI]

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