ASPO: mission impossible

Per un po’ ho avuto il dubbio se girarvi o meno questo articolo; di roba interessante da leggere ce n’è tanta…

Riguardandolo però mi sono persuaso che fornisce una di quelle occasioni per fare il punto.

Raccomando a chi ha due minuti di leggerlo. È illuminante.

“(…) Ci scontriamo con la sostanziale incapacità della società, a tutti i livelli, di capire e mettere in pratica concetti che non siano estremamente semplificati. Me ne rendo conto continuamente a tutti i livelli. Il ragionamento nella media è a livelli addirittura binari, ovvero: buono/non buono. Prezzi alti del petrolio? Non buono. Prezzi bassi? Buono.

Così, sono più di dieci anni che parliamo di picco del petrolio. Le nostre predizioni si stanno tutte avverando. Invece, quelli che ci davano di folli sovversivi (tipo l’IEA) hanno fatto errori clamorosi e, recentemente, sono stati costretti anche loro ad ammettere – sia pure obliquamente – che siamo al picco. Eppure, siamo ancora a dire che “bisogna aumentare la consapevolezza delle conseguenze per l’umanità.” Cosa dobbiamo aspettare prima che si accorgano che qualcosa sta succedendo col petrolio? Che cominciamo a farci la guerra con le asce di pietra? (…)”

Continua qui.

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