Il primo Gruppo d’Acquisto Sostenibile: i filtri

Lanciamo una proposta: creiamo dei Gruppi d’Acquisto Sostenibile: compriamo insieme da fornitori “locali” prodotti “ecologici” con un minimo impatto ambientale e cercando magari anche di risparmiare.

Ambizioso?

Cominciamo un passo alla volta e vediamo dove possiamo arrivare.

Uno dei punti del decalogo per un’alimentazione sostenibile presentato da Davide nella conferenza del 24 febbraio era l’importanza di bere l’acqua del rubinetto. Uno dei problemi a Carpi è che non è buonissima. Una delle soluzioni è filtrarla. Uno¹ dei sistemi è utilizzare una caraffa filtrante. Una² delle caraffe filtranti è la Brita che utilizza i filtri maxtra. Uno dei problemi dei filtri per l’acqua è il riciclaggio di quelli usati. Benché l’azienda garantisca il riciclo al 100% dei filtri usati, la maggior parte di noi ancora li mette addirittura nell’indifferenziato perché la maggior parte dei fornitori che vendono i filtri non ha attivato la raccolta di quelli usati.

Avevo già annunciato con orgoglio ad ottobre che anche a Carpi era finalmente disponibile un punto di raccolta per avviare i filtri usati al riciclaggio presso il negozio La Casalinga.

Ora vorremmo fare qualcosa di più per sostenere questo “ciclo virtuoso”: creare un piccolo gruppo d’acquisto che compri i filtri da La Casalinga e si impegni a riportare in negozio i filtri usati. Le titolari del negozio si sono dette disponibili a riconoscere un piccolo sconto al gruppo d’acquisto (circa 18,00€ ogni 3 filtri contro i 19.90€ dei maggiori supermercati).

Otterremmo così:

  1. Iniziare a bere l’acqua del rubinetto con tutti i vantaggi ambientali che derivano dal non comprare più bottiglie di plastica e/o vetro. (Tra l’altro l’acqua filtrata è ottima anche per i ferri da stiro con base in acciaio e cromata e per annaffiare le piante acidofile che temono il calcare)
  2. Avviare e sostenere un circuito completo a “rifiuti zero”.
  3. Favorire un fornitore locale che, almeno in questo caso, ha dimostrato una sensibilità “ecologica” maggiore degli altri.

Niente di particolarmente impegnativo e complicato, bastano una decina di famiglie che decidano di partecipare e lo manifestino lasciando un commento qui sotto o inviando una mail a CarpiTransizione o a Marco.

NOTE:
1. Un altro sistema è quello di installare direttamente al rubinetto impianti come quello proposto dal G.A.S. LA Festa.
2. Ce ne sono altre i cui filtri costano un po’ meno. Non so se garantiscono il medesimo livello di riciclo.

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9 Responses to Il primo Gruppo d’Acquisto Sostenibile: i filtri

  1. marghe ha detto:

    siamo sicuri che i filtri servono? avendo letto questo: http://www.altroconsumo.it/acqua/i-filtri-s107212.htm abbiamo deciso di non usare nessun filtro. parla anche delle caraffe.
    noi beviamo l’acqua del rubinetto così com’è. lasciandola decantare un po’ nella caraffa il sapore migliora, l’impressione è che il calcare si depositi in fondo. a natale ci hanno regalato una caraffa filtrante ma è ancora impacchettata alla luce di quanto letto su altroconusmo di cui, in genere, mi sembra che ci si possa fidare. cosa ne pensate?
    ciao

  2. Gabriele ha detto:

    Tempo fa avevo letto in rete che i filtri pur non migliorando molto la qualità dell’acqua certamente non la peggioravano.
    Ora leggendo i risultati del test di altroconsumo rimango molto più dubbioso di prima nei confronti del “sistema caraffa”. Nonostante avessi dei dubbi anche prima, noi lo abbiamo adottato, più per altro per abbandonare l’altro assurdo sistema, quello dell’acqua nelle bottiglie di plastica.
    Per quanto riguarda il gusto la caraffa è certamente efficace e mi sembra che lasciare “evaporare” il cloro non lo sia.
    Per la carica batterica penso si possa risolvere facilmente come consigliato da Altroconsumo (noi la travasiamo nelle bottiglie di vetro e poi meglio abituarsi ad un mondo meno “asettico”).
    Certo è che se viene rilasciato ammonio molto oltre i limiti fissati dalla legge….. 😦
    Ciao,
    Gabriele.
    Ciao,
    Gabriele.

    • marghe ha detto:

      volevo solo dire che molti abbiano approfittato di questa nuova ‘moda’ di bere l’acqua del rubinetto per venderti altri aggeggi di cui non so se abbiamo veramente bisogno.
      certo nel bere l’acqua del rubinetto direttamente com’è c’è poco di asettico, qualche schifezza ci sarà (non ne ho ancora usufruito ma altroconsumo fa anche le analisi dell’acqua di casa, a pagamento, ma probabilmente più onestamente di quelli che vengono a casa e vogliono montarti un impianto da 1000 euro e ho letto che spesso ti dicono che la tua acqua fa schifo anche se non èe vero) ma è meglio che pagare i filtri e poi bersi delle schifezze comunque, anche se di altro genere.
      capisco però che il gusto non sia il massimo e poi dipende molto anche dalla zona o dal condominio: a casa di mia madre è molto meno buona che qua da noi. però al gusto ci si abitua col tempo, su questo garantisco e posso fornire riferimenti di ricerche che lo dimostrano.
      riciao

      • Gabriele ha detto:

        Certo infatti il problema è che ancora una volta si propinano idee nuove con un’ottica puramente legata al business: cioè l’idea di un filtro per miglirorare la qualità dell’acqua del rubinetto non è male, ma se lo faccio solo per venderti delle cose di dubbia utilità ed efficacia siamo da capo. L’unico modo di difenderci che abbiamo è creare una consapevolezza diffusa ed è quello che stiamo facendo 🙂

  3. marco ha detto:

    Penso che chi riesce già a bere l’acqua del rubinetto non abbia nessun motivo per passare alla caraffa. Chi compra l’acqua in bottiglia potrebbe fare un passo alla volta e passare, intanto, a quella “migliorata” dalla caraffa.
    E’ un passo, tra l’altro, che porta direttamente molto più vicino alla meta che non al punto di partenza 😉

  4. andrea ha detto:

    ..e se il mio condominio ha l’addolcitore? la mia acqua dovrebbe aver poco calcare. Al palato è poco bevibile, ha un gusto “finto”.. tipo dolciastro. Dovrei andare a monte dell’impianto a prendermi l’acqua che voglio usare per bere, che però è piena di calcare. Mah..

  5. paola ha detto:

    io sto usando la caraffa che ho acquistato alla coop, ma parla dell’utilizzo di argento nel filtro per mantenere l’acqua, ed è sconsigliato l’uso a chi ha problemi renali. comunque io aderisco volentieri alla iniziativa con il negozio la casalinga

  6. Locco ha detto:

    di certo la cosa migliore sarebbe vivere sullo sgorgare di una sorgente di montagna, ma dato che la nostra cara acqua non è che sia così di provata bontà (a livello di gusto), al momento lo vedo un buon modo per iniziare la nostra cara transizione verso un mondo senza imballaggi. poi, quando la scelta sarà diventata un abitudine, potremo anche verificare che è uguale non filtrare l’acqua. Chi è già nella fase finale del processo è bene che sia di consiglio agli altri, anche facendogli indorare la pillola in modo più dolce che la scelta, difficile, di bere un acqua “schifosetta”… 🙂 in quanto alla ricerca di altroconsumo… non saprei… le certificazioni di TUF ecc, ecc, mi danno una discreta sicurezza che il prodotto sia perlomeno non dannoso.

  7. Locco ha detto:

    Ciao,

    Siamo pronti con l’ordine. Chi è interessato all’acquisto è pregato di contattarmi direttamente.

    info@overflowstyle.com

    Grazie a tutti!!

    Locco

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