Primi passi verso un’alimentazione sostenibile: -10

Fra 10 giorni Davide Bochicchio verrà a parlarci di alimentazione sostenibile. Il pieghevole dell’invito alla conferenza contiene anche una sorta di decalogo delle azioni individuali più importanti in questa direzione.

Pensavamo di proporvi un percorso di “avvicinamento” a quella serata commentando insieme ogni giorno uno dei punti di questo decalogo.

Da oggi fino al 23 febbraio proporremo ogni giorno uno dei 10 punti e vi invitiamo ad inserire nei commenti la vostra esperienza, i vostri commenti, le vostre perplessità. Il 24 chiederemo a Davide di raccogliere questi suggerimenti e di rispondere alle eventuali domande che saranno emerse.

Partiamo allora con il 1° punto:

Coltivazione e allevamento biologico sono la cosa più sostenibile che abbiamo al momento. È già pronto, codificato, applicato, i prodotti sono distribuiti in modo ragionevolmente ampio. Forse in futuro si potrà andare oltre, ma adesso è un buon punto di partenza. Il biologico può essere certificato o autocertificato dal produttore se avete con lui un rapporto di fiducia.

Cosa ne pensate?

Comprate e mangiate biologico?


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9 Responses to Primi passi verso un’alimentazione sostenibile: -10

  1. Marco ha detto:

    Un’obiezione che sento spesso è: “Ma cosa credi che non ci siano fertilizzanti o pesticidi nelle tue carote bio se poi il contadino del podere vicino, che non è bio, riempie comunque i suoi campi?”

    Dal punto di vista della certezza sulla qualità assoluta dei prodotti biologici che consumo e del loro benificio diretto sulla mia salute mi è sempre sembrata abbastanza sensata.

    Però penso anche che:
    1- ce ne saranno sempre un po’ meno che nelle carote su cui sono stati spruzzati direttamente sopra
    2- ne saranno sempre stati spruzzati un po’ meno nell’ambiente
    3- se tutti comprassero bio anche il contadino del podere vicino smetterebbe di spruzzarli

    • Francesco ha detto:

      Secondo me non ci vuole molto a capire che l’argomento della contaminazione è un problema importante ma è disonesto usarlo come alibi.
      Io d’altronde sento spesso dire che in agricoltura biologica sono ammessi trattamenti che non sarebbero molto meno impattanti di quelli “industriali” (es. verderame), ma per una sorta di fallacia naturalistica vengono permessi a norma di legge.
      Immagino che se ne possa discutere a lungo e su più fronti; magari Paluan ci potrebbe aiutare.

  2. […] che potete, l’insieme è più utile dei componenti singoli, meglio la farina integrale (biologica – vedi punto 1) che una brioche seguita da una barretta alla crusca a metà mattina. Le fibre sono importantissime […]

  3. Ceci ha detto:

    Riguardo al biologico, penso che ci sia differenza tra un biologico locale e stagionale e un biologico impacchettato nella plastica e ormai slegato dalla stagionalità (es zucchine a febbraio dall’olanda). Mangiare biologico per me non è un dogma, preferisco mangiare locale e stagionale…ma forse ci sono altri punti del decalogo su questo aspetto

  4. Paolo ha detto:

    Ciao allora premetto a tutti che essendo vegano (cioè non mi nutro di nessun alimento di origine animale) il mio punto di vista è sempre molto critico, non credo si possa parlare di alimentazione sostenibile e pensare ancora a mangiare carne e derivati. Quindi a mio avviso allevamento biologico e allevamento industriale hanno la stessa valenza. Per quanto riguarda il biologico a cui mi rivolgo, concordo con Ceci, penso che locale e stagionale sia la strada da intraprendere, il biologico da negozio è ancora troppo caro e, a parte questo fattore, è assurdo mangiare una pasta fatta in Olanda, imbustata e spedita in aereo…

  5. Locco ha detto:

    Appoggio.

    siete riusciti a visualizzare quello che sentivo passando davanti ai vari “naturasi” che ci sono in giro, ma che non capivo cos’era… Grazie!

  6. […] giuste. Per non sbagliare usate principalmente olio extravergine d’oliva e burro (integrali e biologici), limitate invece il consumo di oli di semi. Anche lo strutto non è male, specialmente nelle […]

  7. carolina ha detto:

    credo che il bio sia veramente l’unica strada per ora…anche il biodinamico ma è talmente di nicchia la conoscenza di questo sistema che forse ci vorrà più tempo perchè decolli veramente…nel frattempo i gruppi di acquisto possono cambiare le cose in sordina tramite una rete fitta fitta di interscambi e acquisti sostenibili!

  8. Marco Pignatti ha detto:

    La crisi economica non ferma la crescita del biologico.
    Mentre l’alimentare tradizionale segna il passo, chiudendo lo scorso anno a -0,6%, il biologico si appresta ad archiviare il 2010 con aumenti superiori al 10%
    Leggi il resto su adnkronos.com

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