Per l’automobilista medio, il ciclista non è…

In questi giorni sto meditando intorno ai timori che noi genitori abbiamo per l’incolumità dei nostri figli. E alle proporzioni relative che i problemi assumono nella nostra percezione*.

Per quanto Vespa si sforzi di farci credere, irrompendo nei cartoni Disney di prima serata con foto e slogan terrorizzanti (grazie Bruno, eh?), il principale per i nostri figli non sono i criminali; è il TRAFFICO. Sia a livello chimico che fisico.

E per iniziare ad affrontarli, i problemi, invece che ciarlare e basta, ecco che un post di Antonio Tombolini ci ricorda una distorsione mentale che quasi tutti abbiamo (grassetti miei):

(…) per l’automobilista medio (me incluso, probabilmente, prima di fare questa esperienza) il ciclista non è alla guida di un veicolo che come tale ha tutto il diritto di usare la strada, ma è un intruso che ostacola la sua via (…)

Ecco dunque la mia preghiera agli automobilisti (me compreso, quando sono al volante): ricordatevi di considerare i ciclisti al pari degli automobilisti, solo alla guida di veicoli che – andando a pedali – vanno a velocità inferiore, e meritano dunque maggior rispetto e maggiore attenzione.

E un’altra cosa: sappiate che il ciclista, per la sua sicurezza, DEVE cercare di occupare un po’ di carreggiata, senza tenere troppo la destra. Non imprecate dunque con lui, e non strombazzategli dietro il clacson, che rischia anche di provocargli improvvise mosse scomposte e perdita dell’equilibrio.

Insomma, cercate di non ammazzarci. Davvero grato.

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* Viviamo in un mondo di PERCEZIONI, non di informazione. E nel dominio della tecnocrazia, non in quello della razionalità.

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2 risposte a Per l’automobilista medio, il ciclista non è…

  1. Locco ha detto:

    Bel post!

    Sono sempre stato convinto che colui che si spende, magari senza coscienza o per necessità, per il bene comune, in questo caso andare in bicicletta anziché in macchina, ha comunque una “ragione morale assoluta”, che deve determinare il rallentamento degli altri per portarne il massimo rispetto.
    Fare 4 occhi sperando che non ti escano da un senso unico e quando succede riuscire a frenare e spiegargli che, prendendo sempre sensi unici al contrario, se viene investito, quello che si fa male è lui.

  2. Rosanna Zelocchi ha detto:

    Vado in bici da quando avevo 5 anni. Da allora me ne hanno rubato 15 (sì, quindici!). Chi?
    C’è chi lo sa bene, e… non fa niente.
    Mi ostino ad usare la bici: silenziosa, economica, salutare, civile, urbana, umana… rischiando ogni giorno la vita, su strade dissestate con parcheggi da due lati, nel manicomio di un traffico criminale.
    Ho la patente, quindi conosco le regole della strada e cerco di capire chi è al volante, ma…

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