Rifiuti? mi rifiuto!

Dal 20 al 28 novembre si celebra la Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti

Rifiuti? mi rifiuto!

E’ sulla bocca di tutti l’emergenza rifiuti in Campania. Vedere le strade sommerse da prodotti usa e getta, utilizzati giusto il tempo di portarli a casa dai supermercati e di consumarne il contenuto, è inaccettabile. L’emergenza rifiuti in Campania compie quest’anno 17 anni, ha l’età di un’adolescente prossima al diploma eppure nessuno è riuscito a risolvere il “carattere” di questa problematica conseguenza del consumismo sfrenato.

Le altre regioni d’Italia non stanno meglio, se pensiamo alla Sicilia o alla meno pubblicizzata situazione di Roma e provincia, con la discarica di Malagrotta prossima al collasso e che crea innumerevoli disagi a chi abita nel raggio di svariati chilometri da essa.

Tecnici pagati prelevando soldi dalle nostre tasse stanno cercando (?) disperatamente soluzioni a questo grave problema, senza riuscire a trovare una via d’uscita che sia compatibile con l’ambiente e la nostra salute. E’ inutile, la soluzione ci sarebbe ma non si riesce a vederla. O forse è troppo economica e non crea Pil…

Ci dicono che siamo in tanti, troppi, e che i nostri rifiuti non faranno che crescere. Ci propinano bottiglie biodegradabili (http://www.promiseland.it/2010/11/11/bio-bottle/) , fatte sottraendo risorse alimentari al nostro pianeta e che comunque alimentano industrie inquinanti. Mai e poi mai che a qualcuno, il consumatore in testa, venga in mente di consumare meno. Mai.

Per fortuna si inizia a parlare di una soluzione semplice, talmente semplice da sembrare assurda, talmente facile da applicare da far pensare forse ai produttori compulsivi di immondizia (leggasi= consumatori) di volerli costringere a tornare indietro ai tempi bui dei nostri nonni, dove si riutilizzava più volte tutto e i recipienti erano fatti per durare negli anni.

Il web in questo ci aiuta, come al solito, e ci segnala che in paesi europei più civilizzati e sensibili alle risorse ambientali è (ri)entrata in vigore la regola del vuoto a rendere. Bottiglie in primis, vengono fatte pagare qualche centesimo in più che verrà restituito alla resa dei vuoti. In molte parti del mondo, Nord Africa compreso, le lattine di alluminio sono dei vuoti a rendere: vista l’impatto ambientale e l’impronta ecologica che provocano, è il minimo; eppure noi ancora non ci arriviamo.

Ma mai come in questo settore i nostri gesti quotidiani possono fare la differenza, con piccoli sacrifici di organizzazione domestica possiamo ridurre in maniera altamente significativa i rifiuti, e contribuire quindi a domare la rivolta della immondizia.

Non ci vuole nulla e non abbiamo scuse, ecco quello che possiamo fare:

1) comprare generi alimentari sfusi. Basta andare al mercato per capire che qualsiasi tipo di alimento all’origine è privo di plastica, polistirolo o atmosfere modificate. E’ sufficiente munirsi di buste di stoffa e chiedere i sacchetti di carta al posto di quelli di plastica. Il cibo sfuso inoltre è molto più fresco di quello confezionato, e anche i legumi essiccati o frutta secca sono sempre più recenti dei cugini di supermercato imbalsamati dentro il cellophan.

2) Utilizzare buste per la spesa in stoffa, canapa, materiale durevole. Portiamocele da casa, dobbiamo abituarci perchè prima o poi entrerà in vigore il divieto di vendere buste di plastica. Io ad esempio ho un set di 4 borse che stanno sempre in macchina, e per il mercato ho optato per l’antiquato ma utilissimo carrello della spesa.

3) Comprare detersivi per la casa sfusi: ormai diversi punti li vendono, sia i supermercati Naturasì con i prodotti ecobiologici che i Panorama piuttosto che le grandi catene di igiene per la casa con quelli normali. Con questo metodo io arrivo a risparmiare circa 12 flaconi di detersivo per la biancheria e 6 flaconi di detersivo piatti (circa perchè dipende dal quantitativo di lavatrici che faccio)

4) Pretendere anche da profumerie, erboristerie o rivenditori di cosmesi la distribuzione di detergenti e ove possibile creme sfusi. Qualcosa si muove con la catena in franchising che vendono qualsiasi tipo di prodotti sfusi, ma l’elenco degli ingredienti di alcuni shampoo o bagnoschiuma fa rabbrividire, quindi sarebbe auspicabile in questo campo un incremento dell’impegno. Comunque ho notato con favore che Fructis ha appena creato il flacone da 750 ml di shampoo (un flacone invece di 3), che consente di risparmiare notevole plastica; quando faranno anche prodotti più ecocompatibili saranno perfetti.

5) Evitare di utilizzare materiali usa e getta quali stoviglie in plastica, e se possibile la plastica in generale: il vetro è un ottimo sostituto e soprattutto non rilascia strane sostanze in quello che mangiamo.

6) Aggiustare, riciclare, e se proprio non ci serve più scambiare con il freecycle: è un ottimo esercizio per rimettere in circolo i nostri oggetti e per conoscere persone che condividono i nostri obiettivi “ecologici”.

7) Boicottare tutti quei prodotti il cui involucro pesa più del contenuto: il più delle volte a che serve se non a fare marketing?

8) Evitare l’acqua e bibite in generale in bottiglia di plastica, optare per quella del rubinetto filtrata e se proprio non piace ci sono tantissimi imbottigliatori che vendono acqua in vetro a rendere. Se non siete ancora convinti, ricordate che la plastica rilascia sostanze tossiche nell’acqua che beviamo convinti ci possa depurare. Se poi proprio capita di comprare l’acqua in plastica, utilizzare la bottiglia più volte avendo cura di sciacquarla e riempiendola con buona e fresca acqua di rubinetto filtrata.

Inutile dire che siamo obbligati moralmente a fare la raccolta differenziata: possiamo credere che non serva a nulla, possiamo vedere che mentre noi separiamo anche lo scontrino arriva il simpatico omino del mobilificio di fronte casa e getta nel cassonetto ferro, vernice e legno senza che le autorità intervengano. Possiamo pensare quello che ci pare ma fare la raccolta differenziata serve ad allenare la nostra mente a percepire la quantità e la qualità della nostra spazzatura, e tarare per i futuri viaggi al cassonetto i nostri acquisti e successivi consumi.

A costo di ripetermi, insisto nel dire che ridurre l’immondizia è uno dei primi gesti ecologici che possiamo fare. Chi ritiene di non poterlo fare mente a sè stesso sapendo di mentire.

Fonte: http://biosipuo.myblog.it/

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