Picco della fettina o fettina d’oro, la soluzione è una sola.

Cristiano Bottone lo chiama il picco della fettina. L’articolo originale (http://altrimondi.gazzetta.it/2010/10/carne-labbuffata-e-finita-cost.html) parla di fettina d’oro.

L’articolo parla di consumi mondiali, di mucche brasiliane e di cinesi che diventano carnivori.

Ma tutti questi discorsi hanno un senso solo finchè l’economia globalizzata rimane cosí com’è.

Ma vediamo nel nostro piccolo come siamo messi:

Presto detto, l’Italia importa il 50% del suo fabbisogno di bistecche – 400mila tonnellate l’anno – malgrado la crisi abbia tagliato del 2% i consumi quest’anno.

Quindi non avrem(m)o le risorse per continuare a mangiare così.

Come fare? Chiede l’articolo.

«Portando tecnologie nelle stalle e difendendo con la politica comunitaria i prodotti Ue», conclude Tomei.

Ma se abbiamo appena letto che dipendiamo dalle importazioni?! E quale tecnologia nelle stalle può far raddoppiare le mucche?!

Infatti probabilmente se ne accorge e aggiunge:

Oppure tagliando i consumi.
Fino a poche decine di anni fa, in fondo, la carne arrivava in tavola una volta alla settimana, nel giorno di festa. Si calmierebbero i rincari, si mangerebbe più sano. E, di sicuro, vitelli e mucche non avrebbero niente da ridire.

Questa si che ha l’aria di una soluzione!

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