La sinergia in azione

Federica mi ha mandato una foto dei suoi vasi in terrazzo.

L’agricoltura produce ogni anno miliardi di tonnellate di materia vegetale, ma l’orgoglio di chi vede nascere le prime piantine della sua vita non ha prezzo. Come scrive Antonio Tombolini, “veder crescere una cosa nuova è bellissimo, ma vederla nascere è davvero impagabile”.

Io per esempio sono stato sorpreso da due fagioli che ho piantato fuori stagione, così, per rivalsa rispetto a quelli che in luglio sembravano recalcitranti… in una settimana dalla semina hanno già raggiunto i tiranti e si stanno avvoltolando.

Si capisce subito che la magia raccontata nella fiaba di Jack e il fagiolo è tutt’altro che immaginaria. Ci sono all’opera forze nascoste, anche se poi non così misteriose, sopra e sotto terra:

Questa foto di qualche mese fa mostra due vasi in cui erano stati seminati pomodori camone in ugual tempo e modo. In seguito (con le piantine a circa 15 cm) era stata seminata una varietà diversa di fagioli in ogni vaso. Ora, non solo la presenza del pomodoro ha influenzato i fagioli, ma è avvenuto anche l’inverso: si vede chiaramente che in un vaso i pomodori sono cresciuti molto di più.

Ora, in queste cose non c’è molto di nuovo: chi ha un orto dovrebbe conoscere le classiche consociazioni, tipo la carote-cipolle (che è rivolta soprattutto a tener reciprocamente lontano i parassiti).

Ma anche se le hai lette sui manuali o te le hanno raccontate gli amici esperti, è solo sporcandosi le mani che si riescono conoscere davvero. E ci vuole tempo, quindi anche un vaso sul terrazzo è utile a iniziare il cammino.

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5 Responses to La sinergia in azione

  1. Ceci ha detto:

    Complimenti! Che soddisfazione!!

  2. Meristemi ha detto:

    Del resto “plant” è un termine che anche un Ing. ha nel suo vocabolario, alla voce “impianto” 🙂

  3. Lorenzo Paluan ha detto:

    Passando dal balcone di casa al deserto del Sahel, ma con meccanismo del tutto analogo, sta prendendo piede in alcuni paesi un fenomeno di rimboschimento autogestito e basato su tecniche tradizionali, che i fighi di oggi chiamano intercropping, ma che per le popolazioni di quei luoghi era solo saggezza.
    Ridendo e scherzando, senza neanche le onnipresenti ong della cooperazione internazionale, la differenza di vegetazione tra i villaggi che hanno riscoperto queste tecniche e gli altri, ora si vede anche da satellite!
    Da un ottimo articolo su Le Monde Diplomatique di questo mese: “Com’è rinverdito il Sahel”

  4. Marco ha detto:

    Intercropping è la pratica di far crescere specie (vegetali) diverse in prossimità.
    Quelli un po’ meno fighi che parlano in italiano chiamano questa cosa, a cui accenna Lorenzo, permacoltura e agricoltura sinergica.
    È quello che vorremmo iniziare a fare sfruttando alcuni spazi verdi delle strutture per anziani di Carpi.
    Lunedì sera abbiamo un incontro con i responsabili e, se ci daranno disponibilità, organizzeremo presto dei “laboratori” molto pratici di orto sinergico.
    Chi è interessato?

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