Travolti da un insolito sviluppo

Nel clima di confusione e di anarchia progettuale che caratterizza il nostro paese, laprogrammazione urbanistica si è trasformata nel più potente strumento di speculazione economica, spesso svincolato da qualsiasi finalità sociale o dal miglioramento dello stato di benessere collettivo. Nella pianificazione delle amministrazioni locali continuiamo ad assistere ad un fenomeno d’incontinenza edilizia che alimenta una perseverante riduzione del territorio rurale e lo sfruttamento inconsulto delle risorse naturali.
Possiamo accettare di compromettere il nostro futuro a beneficio di uno sviluppo fine a se stesso, senza progresso e senza qualità? Ci chiediamo perché non sia possibile praticare un’architettura che realizzi un dialogo ed un’integrazione ottimale con l’ambiente, e perché sembri ancora utopico amministrare con parsimonia il bene comune, senza sprecare risorse non rinnovabili come il territorio, salvaguardando l’integrità dell’ecosistema anche a vantaggio delle future generazioni.
Il convegno affronta questi temi proponendo alcune esperienze di professionisti ed amministratori pubblici che si ispirano al cosiddetto modello della decrescita e che prefigurano alternative concrete al modo usuale di fare architettura e di pianificare e gestire il governo locale.
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