7,8 milioni di euro l’anno per rilanciare l’edilizia a Carpi

15 marzo 2011

E’ quasi un mese che ho scritto questo post. Prima abbiamo aspettato a pubblicarlo per non sovrapporci alla conferenza sull’alimentazione. Poi abbiamo pensato di aspettare la serata di ieri. E abbiamo fatto bene.

Veniamo al titolo. Fa impressione, è quello che deve fare un titolo, ma con i dati visti ieri sera avrei potuto anche intitolare:

“1500 km di bosco a Carpi”

oppure

“1000 parchi Lama a Carpi”

oppure

“500.000 auto in meno a Carpi

oppure

“8 centrali nucleari in provincia di Modena”

Fanno tutti impressione. Però il tema della crisi e della mancanza di denaro forse adesso ha la precedenza e il titolo che ho scelto è quello che oggi dice la cosa che oggi può convincere più persone.

Non sono diventato pazzo, non sparo titoli a caso. Vediamoli uno per uno.

Parliamo di soldi per l’edilizia.

L’attuale e perdurante situazione di crisi economica sta producendo pesanti effetti sul settore dell’edilizia, con la perdita di numerosi posti di lavoro.  Qualcuno, a nostro avviso confondendo cause ed effetti della malattia, ipotizza che occorra ricominciare a costruire come una volta e addirittura rilanciare a livello locale e nazionale le piccole e grandi opere… non si sa bene con quali soldi e quali obiettivi.

Secondo noi il problema va affrontato in un’ottica completamente diversa. Secondo noi sul territorio carpigiano ci sono già almeno 7,8 milioni di euro disponibili a rilanciare l’occupazione (non la speculazione) nel settore dell’edilizia e dare lavoro a centinaia di muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, cartongessisti, pittori, tagliatori di balconi, etc etc. Il denaro c’è, va solo reindirizzato!

Calcolando il numero di famiglie a Carpi (io avevo trovato 24.513, ieri sera parlavano di 30.000 abitazioni, facciamo 25.000) e quanto spende in media una famiglia per scaldare (ieri sera si parlava di 1.200€ all’anno per la famiglia media modenese, a me sembrano tanti, facciamo 1.000) e raffrescare (questo l’ho calcolato io ipotizzando 5kWh al giorno per 60 giorni = 300kWh x 0,4€ = 120) la propria casa, risulta una spesa di 1.120€ a famiglia per un totale di 26.120.000€.

Ipotizzando di non poter annullare la spesa energetica (obiettivo raggiungibile, forse, solo sul nuovo), ma accontentandosi di ridurla del 30% (ieri sera ci è stato detto che è possibile senza grossi stravolgimenti), questo vorrebbe dire comunque che a Carpi potrebbero essere disponibili da subito più di 7.8 milioni di euro (il 30% di 26.12) all’anno da spendere in riqualificazione energetica degli edifici. Soldi che i carpigiani spendono già in metano che non viene prodotto a Carpi, soldi che vanno via da Carpi, soldi che vanno letteralmente in fumo e che potrebbero restare invece nelle tasche di imprese e lavoratori carpigiani!

E questo ipotizzando (ma noi pensiamo che non sarà così, ad esempio: il 38% del nostro petrolio viene dalla Libia) che la disponibilità di combustibili fossili ai prezzi attuali duri ancora per qualche anno.

Parliamo di un grande bosco a Carpi.

Sempre ieri sera ci è stato detto che con questi interventi si arriverebbe a risparmiare l’emissione in atmosfera di 1,5 milioni di tonnellate di CO2. Non ricordo se il dato fosse riferito a Carpi o all’intera provincia, ma la cosa impressionante è che sarebbe l’equivalente di CO2 assorbita da un bosco di 1.500 kmq che, per intenderci, corrisponderebbe a circa 1.000 volte la superficie sognata per il Parco Lama.

Parliamo di blocco del traffico.

1,5 milioni di tonnellate di CO2 corrispondono a quelle emesse in un anno da 500.000 auto che percorrono 30.000km (calcolando un’emissione di 100 g/km)

Parliamo di necessita di tornare al nucleare.

Se tutti facessimo questi interventi nelle nostre abitazioni sarebbe come avere a disposizione l’energia prodotta da 8 centrali nucleari.

Ah, vabbè… non abbiamo ancora parlato dei vantaggi per l’aria e l’ambiente e quindi per la salute. Ma si sa, di aria non si campa!

 

Vedi anche qui:

[...] L’efficienza energetica è la chiave più importante per un futuro a basse emissioni. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia essa potrebbe arrivare ad abbattere le emissioni nocive del 56%. E le case passive – in grado di assicurare il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento “convenzionale” – sono identificate tra i maggiori mezzi in grado di diminuire i preoccupanti cambiamenti climatici. I rapporti Ecofys comunicano che, standardizzando ai parametri di efficienza energetica gli edifici esistenti, si possono salvare nella sola Europa ben 460 milioni di tonnellate di CO2, pari a 270 miliardi di euro in costi energetici annuali.


Il problema dell’efficienza energetica nei condomini

13 marzo 2011

In calce a un mio post un po’ sibillino, Gabriele scrive:

Purtroppo noi abbiamo il riscaldamento centralizzato e durante tutto l’inverno abbiamo in casa una temperatura che oscilla dai 20°C ai 23°C con tutti i termosifoni sempre spenti, fatta eccezione per qualche giornata particolarmente fredda [...]
Anche facendo qualche opere di miglioramento dell’isolamento termico non avremmo nessun beneficio anzi finiremmo con avere troppo caldo in casa!!!

Io pensavo di suscitare domande tecniche (ma cosa hai fatto, ma quanto hai speso, chi hai chiamato, etc.) [che comunque mi potete fare ;-) ] mentre questo intervento porta in prepotente evidenza i veri ostacoli al miglioramento dell’efficienza e all’aumento della resilienza, che sono culturali e sociali.

Usando perseveranza non è impossibile proporre al condominio delle azioni di miglioramento energetico (prima fra tutte la contabilizzazione separata), ma si hanno maggiori probabilità di successo se si conoscono gli strumenti a disposizione e si conoscono gli argomenti giusti (anche in termini monetari).

È per questo che vi invito nuovamente a partecipare all’incontro di domani sera: in ogni caso, più approfondiamo l’argomento meglio è; ma in particolare è bene prendere contatto con le aziende che possono proporre interventi “a costo zero” in modalità ESCO.

Efficienza energetica in condominio

Lunedì 14 marzo, ore 21.00
Sala Congressi
Piazzale Allende


Questi sono i miei consumi

11 marzo 2011


Com’è andata ieri sera…

25 marzo 2010

…all’incontro su risparmio energetico e pannelli fotovoltaici.

Devo fare un appunto ai relatori?
Troppi numeri.

Devo fare un plauso ai relatori?
Una immediata evidenza risaltava dalla slide più nitida e importante:

ora come ora,
avere un pezzo di tetto
e non farsi l’impianto fotovoltaico è da MATTI.


Incontro sull’energia il 25 marzo

27 febbraio 2010

Anteprima ufficiosa: il prossimo 25 marzo l’associazione La Festa organizzerà un incontro su risparmio energetico e fonti rinnovabili.

Questo evento sarà aperto al pubblico, come quello tenutosi il 20 novembre scorso su detergenti e cosmetici (io c’ero e posso dire che è stato vivace, utile e scientificamente ineccepibile).

Visitare periodicamente il sito dell’associazione per aggiornamenti e dettagli.


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