Sapevate che qui vicino a noi…

26 giugno 2011

trasformano le Smart in auto elettriche?

E lo dobbiamo imparare da Pietro Cambi:

Intanto una buona notizia: La Riker, coraggiosa azienda della provincia di Modena, è riuscita ad omologare un kit di retrofit per la Smart, passando dalla Spagna, paese OVVIAMENTE un poco più sveglio del nostro e molto meno legato ai desiderata delle case costruttrici. Si può portare la propria Smart presso di loro oppure comprare un chiavi in mano, una Smart retrofittata, ri-omologata e pronta all’uso, garantita due anni in tutto e per tutto, come nuova.

Attualmente è probabilmente l’autoveicolo elettrico più economico realmente acquistabile in Italia.


Ogni goccia di benzina

17 marzo 2011

Fonte: Ethical living, Internazionale 889

Contro il caro benzina è venuto il momento di consumare meno. Una soluzione è usare l’auto in modo più efficiente, come fa chi vuole limitare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Sarà banale, ma usare meno l’auto è uno dei metodi più comuni. Si può andare a piedi o in bici per i tragitti brevi, e in treno per quelli più lunghi. Un’altra idea è riunire i tanti piccoli viaggi in uno solo, perché il motore freddo consuma di più. Anche alleggerire l’auto vuotando il portabagagli ed evitare di portare portapacchi sul tetto sono misure utili. Ammesso che l’auto abbia un motore in perfette condizioni e che gli pneumatici abbiano la pressione giusta, uno stile di guida efficiente può far risparmiare carburante. Ecco alcune regole semplici ricordate dalla BBC:

  • non avviare il motore, se non si è pronti a partire;
  • guidare in modo fluido;
  • tenere l’auto in movimento, se possibile;
  • cambiare la marcia quando occorre;
  • usare il meno possibile il condizionatore d’aria;
  • limitare, se possibile, l’uso dei fari;
  • rispettare i limiti di velocità;
  • spegnere il motore in coda, se si prevede di stare fermi per più di tre minuti.

Seguendo questi consigli, una famiglia inglese ha ridotto del 54 per cento il conto dal benzinaio. La coppia, con due figli piccoli e due auto, ha seguito dei corsi di guida ecologica, imparando a mantenere la velocità del mezzo il più possibile costante. La coppia ha anche cominciato a viaggiare con un serbatoio mezzo vuoto per rendere l’auto più leggera.


Jungo, pooling, sharing… l’importante è cominciare da piccoli.

21 febbraio 2011

In questi giorni ho ricevuto molte sollecitazioni relative all’utilizzo condiviso dell’automobile. Venerdì scorso c’è stata la presentazione del progetto Jungo,  qualche giorno prima avevo segnalato che la Provincia di Modena ha inaugurato un progetto di carpooling per i propri dipendenti.

Tra i due credo di più (per il nostro ambito) nella seconda formula. E credo che si potrebbe applicare benissimo, a Carpi, alla mobilità scolastica.

Nella nostra città è molto diffuso il comportamento comune di accompagnare i bambini a scuola in auto. E’ sufficiente fermarsi cinque minuti nelle strade antistanti le scuole dalle 8:00 alle 8:30 e dalle 12.30 alle 13.00 per constatare la perenne doppia fila.

Molto spesso la scelta deriva da problemi di sicurezza delle strade ma è anche evidente come si instauri una sorta di “circolo vizioso” che diventa causa stessa dei problemi di sicurezza. “Sempre più genitori accompagnano i figli a scuola con l’auto privata perché i dintorni della scuola diventano sempre più pericolosi, in termini di sicurezza stradale, per il fatto che sempre più genitori accompagnano i figli a scuola con l’auto…”.

Molti genitori, poi, preferiscono accompagnare i bambini con l’auto per proseguire con lo stesso mezzo verso il posto di lavoro. Da uno studio sugli spostamenti casa-scuola effettuato a Rimini risulta però che solo 2/3 dei genitori successivamente si reca a lavoro mentre circa 1/3 dei famigliari ritorna a casa dopo aver portato il bambino a scuola.

L’idea del carpooling scolastico è concettualmente molto semplice, essendo il punto di arrivo e l’orario d’entrata comuni per tutti, le famiglie residenti in luoghi vicini possono accordarsi per utilizzare a turno una sola automobile con 4-5 passeggeri invece di 2. Se ogni famiglia compisse questo piccolo passo il traffico dinnanzi alle scuole sarebbe dimezzato. Questo renderebbe più sicure le strade e permetterebbe, ai bambini più grandi, di raggiungere la scuola a piedi o in bicicletta ed avviare con più successo progetti di bicibus e piedibus.

Gli strumenti ci sono già. I progetti di Milano e di Rimini utilizzano un servizio praticamente identico a quello citato della provincia di Modena: si localizzano su una mappa le famiglie vicine e ci si mette in contatto per offrirsi come conducente o passeggero, vengono evidenziati i giorni della settimana e gli orari così ognuno può compilare il prospetto visualizzando le proprie disponibilità o esigenze.

Purtroppo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e soprattutto la difficoltà a cambiare le proprie abitudini.

Serve una forte azione di educazione finalizzata a spiegare il carpooling (uso condiviso dell’auto privata) e sensibilizzare non solo le famiglie ma anche gli alunni, per formare una generazione di futuri genitori maggiormente consapevole e responsabile di quella attuale.


Enrico Gorini presenta Jungo a Carpi Venerdì 18

15 febbraio 2011

Il Movimento 5 stelle Carpi e Legambiente Carpi hanno organizzato una presentazione a Carpi di JUNGO, un innovativo modo di spostarsi in ambito urbano ed extraurbano, già adottato dalla Provincia di Trento.

Jungo è una soluzione che sfrutta i flussi di auto in movimento incoraggiando l’imbarco ‘a vista’, ovvero l’autostop.

Sarà l’ideatore stesso, l’avv. Enrico Gorini, a presentarlo

Venerdì 18 febbraio

alle ore 21.oo

presso la Casa del Volontariato in via Peruzzi, 22 a Carpi

Ci associamo all’invito a partecipare numerosi!

Intanto….

Video di Enrico Gorini, ideatore di Jungo

JUNGO – la risposta “agile” alla mobilità

JUNGO “DAL VIVO” – LA JUNGO RACE DEL 12/6/10


Piccola guida al web collaborativo

31 dicembre 2010

Nell’ultimo numero di wired c’è un piccolo manuale che raccoglie diversi siti accomunati da un’idea di economia partecipativa. Molto transizionista.

In questi giorni li ho sfogliati un po’ tutti e volevo presentarvi i migliori per due motivi:

  1. Farli conoscere anche a voi.
  2. Vedere se lì fuori, tra i lettori di questo blog, ci fosse qualcuno con le competenze necessarie e la voglia di perdere un po’ del suo tempo per aiutarmi a sviluppare qualcuna di queste idee a Carpi, perchè una delle cose che accomuna molti di questi progetti è la dimensione assolutamente “local”. Mi piacerebbe cioè creare un gruppo che si dedicasse agli strumenti di comunicazione e condivisione delle idee transizioniste.

Ovviamente la guida non è completa e le vostre segnalazioni nei commenti sono più che ben accette!

SCAMBIO/BARATTO/AFFITTO

Zylok Perchè comprare cose che useremo solo una/due volte l’anno? Ti serve la mia idropulitrice? Mi affitti il tuo tosaerba? Zylok è un network francese di affitto tra privati. Un sacco di oggetti divisi per categorie e per area geografica.

Questa potrebbe essere un’idea da copiare. Una mappa degli oggetti che giacciono la maggior parte del tempo inutilizzati nelle nostre case. Non necessariamente da offrire in cambio di soldi … magari anche in prestito o scambio.

Il prestito è anche nel motto di ShareSomeSugar: “Perchè comprare se puoi prendere in prestito?” che punta molto sull’idea di “vicinato”.

Thredup I bambini crescono, i vestiti no! Su tredup le famiglie si scambiano scatole di vestiti (e giochi) che sono diventati piccoli per i loro bambini  ma che sono ancora utilizzabili da altri.

Questa idea si può sviluppare in modo più global (come su questo sito in cui i vestiti vengono inscatolati e spediti) ma anche in versione più local fissando un punto di raccolta-scambio (vedi il prossimo sito) o organizzando scambi diretti tra le persone.

Newtoyou è un vero e proprio negozio (a Milano) dove “scambiarsi” i vestiti dei bambini.

Una delle idee interessanti è l’introduzione di una sorta di “moneta locale”: quando si portano dei vestiti in vendita vengono valutati e “pagati” in bottoni con i quali si può poi comprare altri vestiti. Il negozio prende una commissione su ogni bottone scambiato.

Zerorelativo è un sito di baratto. Il baratto è un’azione ad alto valore educativo in quanto fa bene all’ambiente, perché riutilizzi tutto; fa bene al borsellino, perché non compri nulla, ma utilizzi ciò che già esiste e fa bene alle relazioni, perché condividi le tue cose con altri barter, in modo ludico, attivo e sensibile.

Prestiamoci è la prima comunità di prestiti tra persone nata in Italia per il mercato italiano. Prestiamoci consente ai propri membri di fare investimenti e ottenere prestiti a un tasso vantaggioso, per realizzare passioni e progetti comuni.

NeighborGoods permette di risparmiare condividendo le proprie cose con i vicini. Basta registrarsi, inserire le proprie cose che si intende prestare, cercare cosa è disponibile al prestito nella propria zona (inserendo il CAP, ma questo è americano) oppure inserire una richiesta per ciò di cui si ha bisogno.

L’associazione ManaManà organizza mercatini “senza moneta” dove scambiarsi oggetti e competenze.

GRUPPI D’ACQUISTO

Gas-online fornisce (GRATIS) un applicazione per gestire on-line i gruppi d’acquisto. L’applicazione permette una gestione integrata delle varie attività connesse ad un GAS. Fra le funzionalità più importanti vi è la raccolta ed elaborazione ordini via internet, modalità è ideale per quei G.A.S. che effettuano spesso acquisti e non possono incontrarsi frequentemente.

Energiaarcobaleno il sito per scegliere offerte e gruppi d’acquisto per pannelli solari, impianti eolici, case ecologiche ma anche telefonia fissa e olio d’oliva.

MUOVERSI

Passaggio.it è un sito di carpooling e autostop organizzato grazie a cui chi cerca o chi offre passaggi auto in Italia ed Europa può mettersi facilmente in contatto e viaggiare insieme.

Penso che questa pratica potrebbe avere un utilizzo e un impatto ancora maggiore a livello locale: pensate a tutte le macchine che incontrate ogni giorno sul vostro percorso di andata e ritorno dal posto di lavoro.

Roadsharing e Autostradecarpooling fanno tutti più o meno la stessa cosa. Carina l’idea di autostrade di organizzare il carpooling in occasione di particolari eventi che muovono tantissime persone verso un’unica località.

WhipCar, invece, potrebbe appartenere benissimo anche alla categoria precedente. E’ un sito attraverso cui è possibile affittare l’auto … del vicino quando lui non la usa.

Anche questa idea necessita di una dimensione assolutamente “local”.

In più di 300 B&B potrete barattare una o più notti in cambio di beni o servizi per tutto l’anno. Scoprite quali sono i B&B disponibili ad offrire ospitalità gratuitamente cliccando sulla Regione di vostro interesse su settimanadelbaratto.it.

Airbnb ti permette di prendere (o dare) in affitto una proprietà, prenotando online e risparmiando i costi di agenzia e di personale del “solito” albergo. 

FARE COMUNITA’

Molti dei siti di cui parla questo articolo si basano sulle risorse delle comunità locali. Ce ne sono anche alcuni che hanno come unico obiettivo quello di creare legami tra vicini di casa che spesso nemmeno si conoscono.

Meettheneighbors è una specie di social network limitato a chi abita nel proprio condominio, via, quartiere. Basta registrarsi, stampare una specie di invito da mettere sotto la porta dei propri vicini ed aspettare che anche gli altri si registrino per cominciare a condividere idee e iniziative.

 

CONDIVIDERE LE COMPETENZE

Chiunque ha qualcosa da insegnare! TeachStreet mette in contatto chi sa fare qualcosa con chi vuole imparare a farlo. Ci si registra come insegnante o come studente, si inseriscono sul sito video e/o testi didattici o si organizzano vere e proprie lezioni di gruppo dal vivo.

COLTIVARE LA TERRA/MANGIARE

Vorreste avere un orto ma non avete la terra? La rete offre due possibilità:

Leverduredelmioorto permette di creare e personalizzare come in un videogioco di ruolo il proprio orto a distanza che poi qualcuno coltiverà al posto nostro spedendoci a casa ogni settimana una cassetta con i prodotti raccolti. Potrebbe essere solo una bella “confezione” per vendere verdura a distanza ma potrebbe anche diventare un modo molto carino per collegare i produttori locali ai loro consumatori.

L’altra possibilità, per ora non disponibile in Italia ma molto più semplice da replicare su scala locale, è quella di SharedHearth che punta a far incontrare chi possiede un pezzo di terra adatta ad ospitare un orto con chi pensa di avere il pollice verde ma non dispone di terra.

Equalway Framework collaborativo a favore dei Gruppi di Acquisto (GA, GAS, GAP etc.) e dei piccoli produttori che lavorano in ambito equosolidale, biologico e a tutela dei prodotti tipici e delle biodiversità.  Un “equalmarketplace” dove trovano spazio i produttori e i gruppi d’acquisto in modo da rendere più semplici e rapidi comunicazioni e rapporti tra gli uni e gli altri.

Mercati della Terra è la rete internazionale di mercati, di produttori e di contadini, coerente con la filosofia Slow Food. Luoghi dove fare la spesa, incontrarsi, conoscersi, mangiare in compagnia.


Per l’automobilista medio, il ciclista non è…

9 dicembre 2010

In questi giorni sto meditando intorno ai timori che noi genitori abbiamo per l’incolumità dei nostri figli. E alle proporzioni relative che i problemi assumono nella nostra percezione*.

Per quanto Vespa si sforzi di farci credere, irrompendo nei cartoni Disney di prima serata con foto e slogan terrorizzanti (grazie Bruno, eh?), il principale per i nostri figli non sono i criminali; è il TRAFFICO. Sia a livello chimico che fisico.

E per iniziare ad affrontarli, i problemi, invece che ciarlare e basta, ecco che un post di Antonio Tombolini ci ricorda una distorsione mentale che quasi tutti abbiamo (grassetti miei):

(…) per l’automobilista medio (me incluso, probabilmente, prima di fare questa esperienza) il ciclista non è alla guida di un veicolo che come tale ha tutto il diritto di usare la strada, ma è un intruso che ostacola la sua via (…)

Ecco dunque la mia preghiera agli automobilisti (me compreso, quando sono al volante): ricordatevi di considerare i ciclisti al pari degli automobilisti, solo alla guida di veicoli che – andando a pedali – vanno a velocità inferiore, e meritano dunque maggior rispetto e maggiore attenzione.

E un’altra cosa: sappiate che il ciclista, per la sua sicurezza, DEVE cercare di occupare un po’ di carreggiata, senza tenere troppo la destra. Non imprecate dunque con lui, e non strombazzategli dietro il clacson, che rischia anche di provocargli improvvise mosse scomposte e perdita dell’equilibrio.

Insomma, cercate di non ammazzarci. Davvero grato.

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* Viviamo in un mondo di PERCEZIONI, non di informazione. E nel dominio della tecnocrazia, non in quello della razionalità.


Un futuro senza petrolio? Luca Lombroso scrive a ModenaQui

12 maggio 2010

Un futuro senza petrolio?

È ormai assodato che la disponibilità di petrolio a basso costo e’ in declino.

Il problema infatti è stato evidenziato anche da documenti dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e del Dipartimento dell’Energia del Governo Usa, dove viene evidenziato il rischio di un declino del 4% annuo della produzione di petrolioo.Sussistono ragioni fondate per ritenere che la crisi finanziaria, tragga in gran parte la propria origine nell’incapacità di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti, e a costi sufficientemente bassi.Qualche segnale positivo si intravede nel boom delle fonti rinnovabili, eolico e solare in primis, ma non è sufficiente in quanto petrolio non è solo energia ed elettricità ma anche materie prime, concimi, fertilizzanti, plastica, perfino, indirettamente, cibo e farmaci.La fase di declino determinerà costi crescenti dell’energia in generale e delle materie prime e tutti i settori produttivi, dai trasporti all’agricoltura, così come l’intero assetto economico e sociale soffriranno – in modo al momento imprevedibile – generando una riduzione delle disponibilità di beni, servizi e lavoro così come oggi li concepiamo.Cosa significherà tutto questo per Modena è facile immaginarlo: i settori del manifatturiero e della meccanica ne stanno già risentendo ed è necessario che il mondo politico, economico ed anche sindacale inizino ad entrare nell’ottica di un futuro diverso.Dobbiamo prepararci ad un futuro in cui grandi opere, viabilità basata sull’automobile, strutture commerciali, di divertimento, sportive e di servizi pensate e concepite in un’epoca in cui erano possibili grandi consumi energetici, non saranno più sostenibili.

Luca Lombroso, meteorologo e divulgatore ambientale e socio ASPO Italia

(Fonte: ModenaQui 12.05.2010 pag. 4)


Altra velocità – 1

20 aprile 2010

Oggi – non so perché, forse la primavera – son tornato dal lavoro per una strada poco frequentata.

Mi sono dovuto fermare a questo passaggio a livello (da notare l’auto davanti a me che – come quasi tutti – teneva inutilmente acceso il motore).

La linea ferroviaria è quella che da Reggio va a Novellara; il borgo si chiama Pieve Rossa.

Alla sinistra c’era questa scuola (la chiesa che sta dietro è una pieve romanica di dieci secoli fa).

Il trenino che si vede nella prima foto non è nemmeno un convoglio, ma una singola motrice. E si ferma in corrispondenza del passaggio, perché c’è una piccola stazione.

Se volete vedere da vicino le vestigia di una vecchia linea ferroviaria molto carpigiana potete farlo in bicicletta. Superate il cavalcavia autostradale di via Zappiano: subito dopo una doppia curva lo stradello Zuccoli presenta un dosso, che è il residuo di un terrapieno ferroviario.

(continua…)


Sciame di biciclette

3 aprile 2010

Sciame di biciclette a Carpi

Domenica 11 aprile, ore 15.00

Piazzale Re Astolfo

Consueta pedalata non competitiva dal centro storico alla perfiferia carpigiana in occasione dell’iniziativa regionale “Liberiamo l’aria” per rinnovare l’attenzione sui problemi legati all’inquinamento atmosferico ed acustico, e sulle questioni energetiche connesse alla mobilità

Ritrovo ore 14.45 con partenza ore 15.00 da Piazzale Re Astolfo
Rientro previsto per le ore 17.00

Percorso di 15 Km circa

Partecipazione libera e gratuita

A cura di
Città di Carpi
CEAS – Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità dell’Unione delle Terre d’argine

Per informazioni
tel. 059/688380


Dipende da quale domanda…

17 marzo 2010


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